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FINANZA e TRIBUTI

imposte indirette | 22 Settembre 2020

Imposta di successione, tenuto anche l’esecutore testamentario

di La Redazione

Tutti i chiamati all'eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell'imposta (risposta dell’Agenzia delle Entrate del 18 settembre 2020, n. 379).    

In merito all'imposta di successione e al suo pagamento, fino a quando l'eredità non è stata accettata da tutti, i chiamati all'eredità - o quelli che non hanno ancora accettato - e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell'imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti.

 

Con l'apertura della successione i diritti e i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al de cuius al momento della sua morte si trasferiscono ad altri soggetti (eredi e/o legatari), ad esclusione di quei diritti che si estinguono perché strettamente legati alla persona. La devoluzione ereditaria può avvenire per disposizioni di legge o mediante testamento. Nel primo caso si parla di successione legittima, nel secondo di successione testamentaria. Nella fattispecie in esame, il de cuius aveva disposto del suo patrimonio mediante tre testamenti, affidando agli esecutori testamentari il compito di attuarli. Ad entrambi gli esecutori testamentari il testatore aveva attribuito un legato a titolo particolare consistente in una somma di denaro.

 

Al riguardo, la norma civilistica prevede che anche un erede o un legatario può essere nominato esecutore testamentario (art. 701 c.c.). Ciò premesso, sono obbligati a presentare la dichiarazione: i chiamati all'eredità, i legatari, i loro legali rappresentanti, i curatori dell'eredità, gli esecutori testamentari, nonché nei confronti di coloro che succedono per effetto della dichiarazione di morte presunta o che conseguono il possesso temporaneo dei beni dell'assente.

 

Dalla dichiarazione di successione devono risultare, tra gli altri, i seguenti elementi: le generalità, la residenza e il codice fiscale dei chiamati all'eredità e dei legatari, la descrizione analitica dei beni e dei diritti compresi nell'attivo ereditario con l'indicazione dei rispettivi valori, il valore globale netto dell'asse ereditario e gli estremi di pagamento delle imposte ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell'imposta sostitutiva di quella comunale sull'incremento di valore degli immobili.

 

In ragione dell'ufficio di esecutore testamentario, l'istante figurava tra i soggetti obbligati sia a presentare la dichiarazione di successione entro il termine di dodici mesi decorrente dalla data in cui ha avuto notizia legale della sua nomina, sia ad indicare gli elementi richiesti dal d.lgs. n. 346/90 (Testo Unico sulle Successioni).

 

Per quanto riguarda il pagamento dell'imposta di successione, la norma dispone che fino a quando l'eredità non sia stata accettata (o non lo sia stata da tutti), i chiamati all'eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell'imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti.

(Fonte: mementopiu.it)

 

 



Qui la risposta dell’Agenzia delle Entrate del 18 settembre 2020, n. 379