POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
mercoledì 28 ottobre 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

tasse e tributi | 07 Luglio 2020

Compensi da corrispondere ai giudici di pace: trattamento fiscale

di La Redazione

L'Agenzia ha chiarito sul regime da applicare, fino al 15 agosto 2021, alle somme percepite per l'attività di giudice di pace (risp. AE 6 luglio 2020 n. 202).  

Le somme percepite per l'attività di giudice di pace, già in servizio alla data del 15 agosto 2017, sono soggette al regime transitorio previsto (ex D.Lgs. 116/2017) e pertanto devono essere considerate redditi assimilati a quello di lavoro dipendente fino al quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto menzionato (15 agosto 2021), anche se le prestazioni sono rese da un soggetto che esercita un'arte o professione (Risp. AE 6 luglio 2020 n. 202).

 

L'AE ha evidenziato che l'art. 26 D.Lgs. 116/2017 regola il trattamento fiscale, ai fini IRPEF, dei compensi da corrispondere ai giudici di pace. Tale articolo modifica gli artt. 50, c.1 lett. f), e 53, c. 2 TUIR. L'art. 32 prevede un periodo transitorio per l'applicazione delle nuove disposizioni ai magistrati onorari.

 

Il Fisco ha spiegato che il legislatore ha inteso riservare un trattamento particolare ai compensi percepiti dalle categorie di giudici onorari espressamente individuate dalla norma (tra cui, i giudici di pace) diverso da quello riservato alla generalità dei compensi corrisposti per l'esercizio di pubbliche funzioni. Invero, mentre i compensi percepiti in relazione all'esercizio di pubbliche funzioni in genere, qualora siano svolte da soggetti che esercitano un'arte o professione, possono concorrere alla formazione del reddito di lavoro autonomo, quelli percepiti dai soggetti elencati nella seconda parte dell'art. 50 TUIR, lettera f (tra cui i giudici di pace), rilevano comunque come redditi assimilati al lavoro dipendente, ancorché tali soggetti esercitino un'arte o professione.

 

Sulla base di ciò, l'Agenzia ritiene che le somme percepite per l'attività di giudice di pace, in servizio alla data del 15 agosto 2017, sono soggette al regime transitorio previsto dal decreto e pertanto devono essere considerate redditi assimilati a quello di lavoro dipendente «fino al quarto anno successivo alla data di entrata in vigore del decreto» (15 agosto 2021), anche se le prestazioni sono rese da un soggetto che esercita un'arte o professione. Ciò comporta, peraltro, che all'atto del pagamento di tali somme dovrà essere operata la ritenuta di acconto IRPEF.

(Fonte: mementopiu.it)

 

 



Qui la risposta ad interpello dell’Agenzia delle Entrate del 6 luglio 2020, n. 202