POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
sabato 08 agosto 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

contenzioso tributario | 12 Maggio 2020

Svalutazioni di partecipazioni estere: al contribuente residente è sempre consentito fornire prova contraria

di La Redazione

La Corte di Cassazione ha fatto luce sull’art. 61, comma 3-bis, d.P.R. n. 917/1986, laddove prevede che le svalutazioni di partecipazioni estere, per perdite subite, di società con sede in Stati non appartenenti all’Unione europea, sono deducibili dalle società residenti in Italia, chiarendo che al contribuente residente è sempre consentito di fornire prova contraria circa l’esistenza di tali componenti negativi di reddito.

(Corte di Cassazione, sez. V Civile, sentenza n. 8715/20; depositata l’11 maggio)

Con sentenza n. 8715/20, depositata l’11 maggio, la Cassazione ha affermato che «l’art. 61, comma 3-bis, d.P.R. n. 917/1986, laddove prevede che le svalutazioni di partecipazioni estere, per perdite subite, di società con sede...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.