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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

Tasse e tributi | 26 Luglio 2019

“Gli immobili nel reddito di lavoro autonomo”, analisi FNC

di La Redazione

Lo studio della Fondazione offre una panoramica della disciplina connaturata al trattamento fiscale degli immobili relativi all'esercizio di arti e professioni.  

Il documento “Gli immobili nel reddito di lavoro autonomo”, pubblicato ieri dalla Fondazione Nazionale Commercialisti (FNC), fa il punto sulla disciplina in merito al trattamento fiscale degli immobili relativi all'esercizio di arti e professioni, soffermandosi in particolar modo sulle differenti regole relative ai componenti positivi e negativi di reddito a seconda l'immobile sia di tipo strumentale o utilizzato in uso promiscuo, distinguendo tra quelli acquisiti in proprietà o in leasing.
La disciplina di riferimento, contenuta all'art. 54 TUIR, e relativa alla determinazione del reddito derivante dall'esercizio abituale di arti e professioni, ha subito negli anni un profondo mutamento. In particolare, a partire dal 2006 le principali modifiche hanno interessato il trattamento degli immobili utilizzati nell'esercizio dell'attività. Gli interventi sono stati prevalentemente ispirati dalla volontà di ridurre le differenze tra le regole di determinazione del reddito di lavoro autonomo e quelle del reddito d’impresa. Tuttavia, la trascrizione di norme espressamente ispirate al mondo delle imprese non sempre è stata operata con gli opportuni adattamenti alle specificità del contesto del lavoro autonomo, il che ha portato alla definizione di un quadro normativo estremamente complesso.
In questo contesto si inserisce il nuovo contributo dei Commercialisti, approfondendo in particolare tre aspetti fondamentali della materia: gli ammortamenti e i canoni di leasing; le spese di ammortamento, ristrutturazione e manutenzione; le plusvalenze e le minusvalenze.

 

(Fonte: fiscopiu.it)

 



Qui il documento di ricerca FNC-CNDCEC del 25 luglio 2019