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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

tasse e tributi | 18 Marzo 2019

Irregolarità formali, in chiaro le regole della definizione

di La Redazione

Le Entrate hanno pubblicato il provvedimento che definisce modalità e tempistica per la regolarizzazione degli errori formali.  

In chiaro le regole della definizione agevolata delle irregolarità formali che non incidono sulla base imponibile, sull’imposta e sul pagamento. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 15 marzo il provvedimento n. 62274/2019 che definisce il campo di applicazione della procedura di regolarizzazione agevolata prevista dall'art. 9 del d.l. 119/2018. Ecco nel dettaglio cosa stabilisce.

 

Ambito oggettivo. La definizione consente di sanare solo le violazioni per cui sono competenti gli uffici dell’Agenzia delle Entrate ad irrogare le relative sanzioni amministrative, commesse fino al 24 ottobre 2018 dal contribuente, dal sostituto d’imposta, dall’intermediario e da altro soggetto tenuto ad adempimenti fiscalmente rilevanti, anche solo di comunicazione di dati, ma che non rilevano sulla determinazione della base imponibile e dell’imposta, ai fini dell'IVA, dell'IRAP, delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e imposte sostitutive, delle ritenute alla fonte, dei crediti d’imposta e sul relativo pagamento dei tributi. Restano escluse dalla regolarizzazione le violazioni che incidono sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento del tributo (es. omessa presentazione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi, IRAP o IVA, in quanto l’omissione rileva ai fini della determinazione della base imponibile anche qualora non dovesse risultare un’imposta dovuta).

 

Procedura. La definizione degli errori formali avviene attraverso la rimozione degli stessi e il versamento di 200 euro per ciascuno dei periodi d’imposta cui si riferiscono le violazioni formali indicate nel modello F24. Il  versamento può essere effettuato in due rate di pari importo, la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2 marzo 2020, ovvero in unica soluzione entro il 31 maggio 2019. Il contribuente può scegliere quali e quanti periodi d’imposta regolarizzare. La regolarizzazione di violazioni formali che non si riferiscono ad uno specifico periodo d’imposta, come ad esempio quelle relative alla comunicazione di dati da parte di soggetti diversi dal contribuente, deve però fare riferimento all’anno solare in cui la violazione è stata commessa.

 

(Fonte: fiscopiu.it )

 



Qui il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 15 marzo 2019, n. 62274.