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FINANZA e TRIBUTI

misure cautelari | 03 Novembre 2017

Pignorati i beni del manager costituiti in fondo patrimoniale

La Cassazione, con l’ordinanza n. 25443/2017, accoglie il ricorso del Fisco e dichiara legittimo il pignoramento dei beni dell’imprenditore anche se il debito scaturisce dall’attività aziendale.

(Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza n. 25543/17; depositata il 26 ottobre)

Son pignorabili gli immobili dell’imprenditore che sono stati costituiti in un fondo patrimoniale; ciò, anche se il debito scaturisce dall’attività dell’azienda. È la conclusione alla quale sono giunti i Giudici della Corte di Cassazione con l’ordinanza del 26 ottobre 2017 n. 25443.

Fondo patrimoniale. La Corte ha accolto il ricorso del Fisco, sostenendo che in tema di riscossione coattiva delle imposte, l’iscrizione ipotecaria è ammissibile anche sui beni facenti parte di un fondo patrimoniale (alle condizioni dell’art. 170 del c.c.), «sicché è legittima solo se l’obbligazione tributaria sia strumentale ai bisogni della famiglia o se il titolare del credito non ne conosceva l’estraneità a tali bisogni, ma grava sul debitore che intenda avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale l’onere di provare l’estraneità del debito alle esigenze familiari e la consapevolezza del creditore».
Nel caso di specie, il Giudice del merito aveva erroneamente ritenuto inadempiuto l’assolvimento dell’onere della prova, in capo al creditore, che il debito riguardasse le esigenze familiari; mentre grava sul debitore, che intenda avvalersi del regime di impignorabilità dei beni costituiti in fondo patrimoniale, l’onere di provare l’estraneità del debito alle esigenze familiari.
Il caso tornerà all’esame della CTR, in diversa composizione, per una valutazione conforme ai principi di legittimità.

(Fonte: fiscopiu.it)