POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
domenica 11 aprile 2021
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

misure preventive | 03 Settembre 2015

Portabilità europea della confisca, si parte

  E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri il decreto legislativo che attua la decisione quadro 2006/783/GAI relativa all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca all’interno dell’UE.

 

Così prevede il d.lgs. n. 137/15, pubblicato ieri in G.U. n. 203 del 2 settembre 2015 emanato in attuazione della decisione quadro 2006/783/GAI relativa all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni di confisca.
Le nuove disposizioni che, di fatto, consentiranno di eseguire le confische in tempi molto più rapidi, entreranno il vigore il prossimo 17 settembre. Vi segnaliamo, in breve, le novità più rilevanti della nuova disciplina.
Esecuzione in Italia delle decisioni di confisca emesse in altri Stati membri. Per svariati reati, tra cui anche corruzione, frode, riciclaggio, falsificazione di mezzi di pagamento, verrà data automatica esecuzione in Italia, «senza verifica della doppia incriminabilità», alle decisioni di confisca. Unico requisito è che il reato sia punito dallo Stato di emissione del provvedimento ablativo con una pena detentiva non inferiore nel massimo a tre anni. Per tutti gli altri reati, ai fini dell’esecuzione, occorrerà che il reato sia perseguito anche dalla legge italiana. Ma con alcune eccezioni: in materia di tasse o di imposte, di dogana e di cambio, il riconoscimento della decisione di confisca non può essere rifiutato in base al fatto che l'ordinamento interno «non impone lo stesso tipo di tasse o di imposte o non contiene lo stesso tipo di disciplina in materia di tasse o di imposte, di dogana e di cambio della legislazione dello Stato di emissione (della confisca)».
La decisione di confisca estera potrà essere eseguita in Italia se nel nostro Paese siano ubicati i beni oggetto della medesima, se la persona fisica o giuridica contro la quale è stata emessa la decisione disponga in Italia di beni o di un reddito, se la decisione di confisca concerna una somma di denaro, ovvero se la persona fisica contro la quale è stata emessa la decisione di confisca risieda abitualmente in Italia o, nel caso di una persona giuridica, abbia in Italia la propria sede sociale.
Sulle richieste di esecuzione è competente a provvedere la Corte d'Appello del luogo dove si trova il bene o, qualora la decisione di confisca concerna una somma di denaro, quella del luogo dove la persona ha beni o di un reddito.
È da tenere presente anche l’interesse economico del nostro Paese a dare esecuzione ai provvedimenti esteri: l’Italia, infatti, potrà trattenere l’intero importo confiscato nel caso in cui l'esecuzione abbia riguardato delle somme pari o inferiori a 10.000 euro, il 50% dell’importo ottenuto nel caso d’importi superiori a 10.000 euro.
Esecuzione delle decisioni di confisca emesse dall'autorità giudiziaria italiana negli altri Stati membri. Protagonista in questo caso sarà il Pubblico Ministero. È lui che gode del potere di richiedere il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione di confisca concernente beni che si trovano sul territorio di un altro Stato membro. Come espressamente previsto, la trasmissione di una decisione di confisca a uno o più Stati membri (anche questa ipotesi è infatti ammessa) non ne preclude l'esecuzione in Italia.

(fonte: www.fiscopiu.it)



Qui il d.lgs. n. 137/15, pubblicato in G.U. del 2 settembre 2015, n. 203