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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

Semplificazioni fiscali | 01 Dicembre 2014

Dichiarazione precompilata ai nastri di partenza

Approda in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 277 del 28 novembre 2014) il decreto sulle semplificazioni fiscali (d.lgs. n. 175/2014), che entrerà in vigore il prossimo 13 dicembre. Tra le misure più rilevanti l'introduzione della dichiarazione dei redditi precompilata, che, a partire dal 2015, l'Agenzia delle Entrate renderà disponibile, entro il 15 aprile, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, che avranno la possibilità di accettarla oppure modificarla.

 

Mancava solo il sigillo dell'ufficialità, e il sigillo è arrivato. Con l'approdo in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale, n. 277 del 28 novembre 2014) del decreto sulle semplificazioni fiscali (d.lgs. n. 175/2014), infatti, è stata ufficialmente varata l'operazione "dichiarazione precompilata", che sarà completata nelle prossime settimane con i provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate relativi alle modalità di attuazione.
La dichiarazione. La disciplina della dichiarazione dei redditi precompilata, contenuta negli artt. da 1 a 6 del decreto, prevede che in via sperimentale, a partire dal 2015, entro il 15 aprile di ciascun anno l'Agenzia delle Entrate renderà disponibile, ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati - di cui agli artt. 49 e 50, comma 1, lettere a), c), c-bis), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo, i) ed l), T.U.I.R. - la dichiarazione dei redditi precompilata attraverso i dati contenuti nell'Anagrafe tributaria e nella nuova Certificazione Unica (che sostituisce il CUD) rilasciata dai sostituti d'imposta, nonché attraverso i dati trasmessi da banche, assicurazioni, enti previdenziali e altri soggetti terzi. A partire dal 2016, in riferimento al periodo d'imposta 2015, la dichiarazione precompilata conterrà anche i dati relativi alle spese sanitarie, che verranno resi disponibili attraverso il Sistema Tessera Sanitaria.
Accettazione o modifica. La dichiarazione precompilata sarà resa disponibile direttamente al contribuente, attraverso i servizi telematici dell'Agenzia, oppure tramite il proprio sostituto d'imposta, o un CAF o un professionista abilitato. La dichiarazione può essere accettata o modificata dal contribuente (per il quale resta ferma, in ogni caso, la facoltà di presentare la dichiarazione autonomamente compilata secondo le modalità ordinarie):
• nel caso in cui la dichiarazione precompilata venga presentata, senza modifiche, direttamente o tramite il sostituto d'imposta, restano preclusi all'amministrazione finanziaria i controlli formali sui dati relativi agli oneri deducibili e detraibili trasmessi dai soggetti terzi, nonché i controlli, anche documentali, sulla spettanza delle detrazioni per carichi di famiglia in caso di rimborsi superiori complessivamente a 4 mila euro (di cui all'art. 1, comma 586, l. n. 147/2013), mentre restano invariati gli altri controlli da parte dell'amministrazione finanziaria;
• nel caso in cui la dichiarazione precompilata venga presentata, con l'apporto di modifiche o integrazioni, direttamente o tramite il sostituto d'imposta, i controlli sono quelli ordinari;
• nel caso in cui la dichiarazione precompilata venga presentata, con o senza modifiche, tramite CAF o professionista abilitato, i controlli formali vengono effettuati nei loro confronti, anche con riferimento ai dati forniti dai soggetti terzi, ma resta fermo nei confronti del contribuente il controllo sulla sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a deduzioni, detrazioni e agevolazioni.
Le scadenze. Il nuovo scadenzario legato alla dichiarazione precompilata prevede che:
• entro il 28 febbraio, banche, assicurazioni, enti previdenziali e altri soggetti terzi devono trasmettere alle Entrate i dati in loro possesso necessari ai controlli sugli oneri detraibili e deducibili (interessi passivi sui mutui, polizze vita, contributi previdenziali e assistenziali, ecc.);
• entro il 7 marzo i sostituti d'imposta devono trasmettere in via telematica la Certificazione Unica (rilasciata ai lavoratori entro il 28 febbraio) all'Agenzia delle Entrate; per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, si applica una sanzione pari a 100 euro, ma nei casi di trasmissione errata la sanzione non si applica se viene trasmessa la certificazione corretta entro i 5 giorni successivi alla scadenza;
• entro il 7 luglio va presentata la dichiarazione precompilata (sia che il modello venga presentato direttamente dal contribuente, sia che venga presentato tramite sostituto d’imposta, CAF o professionista); stesso termine per la consegna al contribuente della dichiarazione elaborata dai sostituti, dai CAF e dai professionisti e per la trasmissione in via telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni presentate ai medesimi soggetti.

Rimborsi IVA. Per le imprese, tra le novità più importanti, quelle relative ai rimborsi IVA, apportate mediante la riscrittura dell’art. 38 bis, d.P.R. n. 633/1972 e consistenti nell’eliminazione della previa prestazione di garanzia per i crediti fino a 15 mila euro, triplicando così il precedente tetto massimo, fermo a 5.164, 57. Non solo. L’idonea garanzia (cauzione in titoli di Stato, fideiussione, polizza fideiussoria) potrà ancora essere evitata, anche sopra i 15 mila euro, per i contribuenti “affidabili”, restando, così, obbligatoria, ma sempre e solo per i crediti superiori a 15 mila euro, soltanto più per quelli “a rischio”.
Imprese “affidabili”, basta il visto e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà. Per ottenere i rimborsi di ammontare superiore ai 15 mila euro, senza prestare la garanzia, basteranno il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa ex art. 10, comma 7, d.l. n. 78/2009) sulla dichiarazione o istanza di rimborso, unitamente all’allegazione dell’attestazione di integrità patrimoniale e di regolarità contributiva (ovvero la medesima dichiarazione sostitutiva finora richiesta alle imprese “virtuose” per evitare la garanzia sui rimborsi ex art. 30, 3 comma, lett. a), b), d) a determinate condizioni). Tali adempimenti si considerano alternativi alla garanzia, non sono, dunque, obbligatori per chi intende procedere nella “vecchia maniera”.
Imprese “a rischio”, occorre la garanzia. Restano obbligati a prestare la “vecchia” garanzia, per i crediti sopra ai 15 mila euro, i soggetti passivi che:
• esercitano un’attività d’impresa da meno di due anni, diversi dalle start up innovative,
• nei due anni antecedenti la richiesta di rimborso, gli sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulti, per ciascun anno, una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore al:
- 10% degli importi dichiarati se questi non superano 150.000 euro;
- 5% degli importi dichiarati se questi superano 150.000 euro ma non 1.500.000 euro;
- 1% degli importi dichiarati, o comunque a 150.000 euro, se questi superano 1.500.000 euro;
• hanno presentato la dichiarazione o istanza di rimborso priva del visto di conformità o non hanno presentato la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
• richiedono il rimborso dell’eccedenza detraibile risultante all’atto della cessazione dell’attività.

(fonte: www.fiscopiu.it)



Qui il d.lgs. n. 175/2014 pubblicato in G.U. n. 277 del 28 novembre 2014