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Notizie a cura di La Stampa.it |
FINANZA e TRIBUTI

Transazioni finanziarie | 23 Settembre 2013

In GU il nuovo Decreto sulla Tobin Tax

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 20 settembre 2013, il D.M. 16 settembre 2013, volto a modificare la disciplina delle imposte sulle transazioni finanziarie. 

(D.M. 16 settembre 2013; G.U. 20 settembre 2013, n. 221)

In particolare, l'applicabilità della Tobin tax viene estesa ad operazioni di trasferimento della nuda proprietà di azioni o degli strumenti finanziari partecipativi emessi da società con residenza in Italia.
Come cambia l’ambito di applicazione. L'imposta non è dovuta nei casi in cui lo strumento finanziario derivato abbia come sottostante o come valore di riferimento dividendi su azioni: si escludono perciò dal suo campo di applicazione i credit default swap ed i dividend swap. Viceversa sono soggetti all'imposta gli strumenti finanziari derivati il cui valore sia collegato a misure o indici che a loro volta sono influenzati dalla variazione del prezzo di mercato delle azioni sottostanti a tali misure o indici.
Resta dal canto suo immutata la tassazione delle transazioni ad alta frequenza (art. 1, comma 495, L. n. 228/2012), in vigore dal 1° marzo scorso per quanto attiene le transazioni su azioni, strumenti partecipativi e titoli rappresentativi, e dal 1° settembre per le transazioni in strumenti derivati e valori mobiliari.
Regole di calcolo più semplici. Le novità introdotte dal DM 16 settembre 2013, giunte anche dopo l’esaurimento della consultazione pubblica di agosto e dei relativi consigli emersi, sono rivolte rendere più immediati alcuni adempimenti. Su tutte, sono state semplificate:
- le regole di calcolo della "prevalenza" dei titoli azionari italiani componenti i panieri o gli indici sottostanti gli strumenti finanziari derivati;
- le regole di determinazione della base imponibile per l'imposta sui derivati ed i titoli mobiliari. Per i titoli quotati non è più necessario effettuare il confronto tra prezzo di esercizio (strike price) e valore normale dell'azione sul mercato, in quanto si assume come base imponibile lo strike price stesso. Circa i titoli non quotati, il confronto va effettuato, ma deve essere effettuato con il parametro del prezzo di liquidazione.
L’art. 2 del D.M. 16 settembre ricorda, infine, che le novità avranno decorrenza dal 1° gennaio 2014.

(fonte: www.fiscopiu.it)