POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
giovedì 19 luglio 2018
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

privacy | 10 Luglio 2018

La responsabilità dei testimoni di Geova per il trattamento dei dati personali raccolti porta a porta

La raccolta di dati personali da parte dei membri di una comunità religiosa nell’ambito di un’attività di predicazione porta a porta ed i trattamenti successivi di tali dati, sono soggetti alla disciplina europea a tutela della privacy.  

(Corte di Giustizia, Grande Sezione, sentenza 10 luglio 2018, causa C-25/17)

Sul punto la sentenza della Corte di Giustizia sulla causa C-25/17 (ECLI:EU:C:2018:551); depositata il 10 luglio, decidendo sulla domanda pregiudiziale presentata dal Garante per la protezione dei dati personali finlandese. Nell’ambito dell’attività di predicazione porta a porta, è, infatti, stata vietata nel 2013 dalla Commissione finlandese la raccolta o il trattamento dei dati personali alla comunità religiosa dei testimoni di Geova, senza che siano soddisfatti i requisiti legali previsti dalla normativa.

Il ruolo dei membri predicatori. Svolgendo un’attività di predicazione porta a porta i membri predicatori appartenenti alla citata comunità religiosa prendono appunti sulle visite effettuate a persone che non conoscono, raccogliendo informazioni personali relative a nome, indirizzo, situazione familiare ovvero al credo religioso. Queste poi, raccolte in un promemoria, vengono utilizzate in un secondo momento per fissare eventuali visite successive senza che le persone ve ne abbiano dato il consenso.

La risposta della Corte di Giustizia. Nella fattispecie in esame, la Commissione amministrativa finlandese richiede l’accertamento sul fatto se la comunità, con i suoi membri predicatori, sia soggetta o meno al rispetto delle norme del diritto dell’Unione Europea in materia di protezione dei dati personali.
Afferma la Corte di Giustizia che «l’attività di predicazione porta a porta dei membri della comunità dei testimoni di Geova non rientra tra le eccezioni previste dal diritto dell’Unione in materia di protezione dei dati personali. In particolare, tale attività non costituisce un’attività esclusivamente personale o domestica alla quale il diritto dell’Unione non si applica». E tali norme si applicano al trattamento manuale di dati solo se essi sono destinati a configurare in un archivio, considerando “archivio” «ogni insieme di dati personali raccolti nell’ambito di un’attività di predicazione porta a porta e contenente nomi, indirizzi e altre informazioni riguardanti le persone contattate porta a porta».

La nozione di «responsabile del trattamento». Sono considerati responsabili del trattamento dei dati personali tutti i soggetti che partecipano al trattamento, coinvolti in fasi diverse e a diversi livelli, così da valutare il grado di responsabilità di ciascuno di essi tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti del caso di specie.
Per queste ragioni la Corte considera la comunità religiosa e i suoi membri predicatori  responsabili del trattamento dei dati personali effettuato da questi nello svolgimento dell’attività di predicazione porta a porta, senza che sia necessario che tale comunità abbia accesso ai dati.