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giovedì 18 gennaio 2018
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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

privacy | 09 Gennaio 2018

Limiti alla videosorveglianza dei dipendenti, ma le riprese rilevano ai fini del licenziamento

di Giulia Milizia

Il datore di lavoro, seppure sospetti furti in azienda, ha il dovere di rispettare le norme sulla tutela dei dati personali e/o per lo meno di avvertire e fornire ai dipendenti le informazioni generiche sulla videosorveglianza per non violarne la privacy (art. 8 Cedu). Le registrazioni ottenute da telecamere nascoste sono prove valide in un procedimento per impugnazione del licenziamento disciplinare (e nella transazione tra le parti), purché non costituiscano l’unica prova su cui si basa la convalida ed i ricorrenti abbiano potuto contestarle. Non è stato, perciò, violato l’art. 6 Cedu.

È quanto sancito dalla CEDU sez. III nel caso Lopez Ribalda ed altri c. Spagna (ric. 1874/13) del 9 gennaio 2018 (nei factsheets: Protection of personal data, Surveillance at workplace, Work-related rights e New technologies). Il caso. Il...

Qui la sentenza della CEDU, sez. III, caso Lopez Ribalda ed altri c. Spagna (ric. 1874/13) del 9 gennaio 2018

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