Utilizzando il nostro sito web, si acconsente all'uso dei cookie
anche di terze parti.


Modifica l'impostazione dei cookie

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
lunedì 22 gennaio 2018
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

unioni civili | 14 Dicembre 2017

Nozze gay all’estero prima del 2016: il rifiuto di trascriverle in Italia viola l’art. 8 Cedu

di Giulia Milizia

Gli Stati hanno un ampio margine discrezionale sul permettere o meno la registrazione di nozze gay celebrate all’estero o nel proprio territorio, stante il fatto che non esiste un diritto alle nozze tra persone dello stesso sesso (art. 12 Cedu). In ogni caso, alle coppie gay, come ai conviventi more uxorio ed ai coniugi etero, devono essere offerte tutele e riconosciuti diritti: per la CEDU l’Italia sino al 2016, quando è stata varata la legge sulle unioni civili, è venuta meno a tali doveri violando l’art. 8 Cedu.

Esclusa ogni forma di discriminazione in base all’orientamento sessuale (art. 14 in combinato con gli artt. 8 e 12: non esaminati). È quanto deciso dalla CEDU sez. I Orlandi ed altri c. Italia (ric. 26431/12, nei factsheets: Sexual orientation)...

Qui la sentenza della CEDU, sez. I, caso Orlandi ed altri c. Italia (ric. 26431/12), del 14 dicembre 2017

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.