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COMUNITARIO e INTERNAZIONALE

diritti umani | 19 Febbraio 2013

Possibile adottare il figlio del partner, anche per le coppie omosessuali

  Il partner ha il diritto di adottare i figli del proprio compagno, anche nelle coppie omosessuali. Ad affermarlo è stata la Corte europea dei diritti umani, che ha accolto il ricorso presentato da una coppia di donne austriache e dal figlio di una di loro. Una svolta secondo molti e, di sicuro, una sentenza che merita una attenta analisi. Infatti, un ulteriore approfondimento sul diritto di adozione dei figli del proprio partner dello stesso sesso verrà pubblicato domani a firma dell’avvocato familiarista Elena Buscaglia.

 

Arriva un’altra sentenza in favore dell’adozione del figlio del proprio partner per le coppie gay. Questa volta, però, la decisione ha una portata europea. Infatti, lo scorso 11 gennaio era stata la Corte di Cassazione italiana a riconoscere tale diritto, ora, invece, è addirittura la Corte europea dei diritti umani che prende una decisione in questo senso.
La sentenza emessa dalla Grande Camera riguarda l’Austria, ma in realtà interessa tutti i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa.
Una discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Secondo la CEDU, l’Austria avrebbe violato i diritti delle ricorrenti mettendo in atto una discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale dei partner, anche perché, viene precisato, in Austria per le coppie eterosessuali non sposate è possibile adottare i figli del rispettivo partner.
Questione nata da un paradosso? Secondo il codice civile austriaco (art. 182.2), la persona che adotta “rimpiazza” il genitore naturale dello stesso sesso, interrompendone il legame. In questo caso, però, la concessione dell’adozione alla partner avrebbe fatto perdere i diritti alla madre naturale, quindi alla propria compagna. Insomma, con l’adozione non sarebbe venuto meno il legame del figlio con il padre, ma quello con la madre.
Sì all’adozione dei figli dei partner. La CEDU ha quindi chiarito la situazione. Infatti, ha affermando che il governo austriaco non è riuscito a dimostrare che la differenza di trattamento tra coppie gay ed eterosessuale è necessaria per proteggere la famiglia o gli interessi dei minori. E, anche se viene sottolineato che gli Stati non sono tenuti a riconoscere il diritto all’adozione dei figli dei partner alle coppie non sposate, nel caso di specie, vi è stata la violazione degli artt. 14 e 8 della convenzione europea dei diritti umani, che sanciscono la non discriminazione e il diritto al rispetto della vita familiare.