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privacy | 18 Novembre 2020

Paga dazio il Comune che controlla l’autovelox con una telecamera fai da te

di Stefano Manzelli

È sicuramente possibile per un Comune posizionare un sistema di videosorveglianza in prossimità di un misuratore elettronico della velocità. Ma se l’automobilista presenta una richiesta di accesso ai propri dati personali occorrerà dar seguito all’istanza tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

Lo ha chiarito il Garante per la tutela dei dati personali con il provvedimento n. 183 del 15 ottobre 2020.

 

Un automobilista con il piede pesante è transitato in prossimità di un autovelox regolarmente segnalato e controllato da telecamere ed ha presentato richiesta di accesso ai propri dati personali ai sensi dell’art. 12 del GDPR.
In mancanza di un tempestivo riscontro l’interessato ha presentato prima un sollecito e successivamente un reclamo all’Autorità centrale che ha avviato una istruttoria conclusa con l’applicazione di una sanzione amministrativa a carico del Comune.

 

Il fatto di non aver dato seguito alla richiesta di accesso alle informazioni personali e non aver fornito nessun riscontro neppure al sollecito dell’automobilista a parere del Collegio rappresenta un’evidente violazione delle disposizioni normative sulla tutela dei dati personali.
Ma la negligenza dell’amministrazione comunale, a parere del Garante, è rappresentata anche dal non aver adottato preventivamente una corretta procedura interna per la gestione delle istanze degli interessati ai sensi del regolamento europeo per la tutela dei dati.

 

Questa procedura non è richiesta espressamente dalla norma ma aderendo al principio dell’accountability la sua presenza sarebbe stata dirimente per l’Autorità.
Risulta infatti evidente che la richiesta di accesso agli atti è stata trascurata perché apparentemente correlata in maniera originale ad un controllo stradale. Da una parte infatti l’autovelox ha generato una sanzione immortalando il trasgressore. Dall’altra la telecamera di contesto ha invece ripreso il passaggio del veicolo per finalità diverse. Probabilmente l’istanza è rimbalzata da un ufficio all’altro senza trovare una idonea collocazione organizzativa.

 

Successivamente all’intervento dell’Autorità centrale il Comune ha quindi adottato una interessante procedura per la gestione delle istanze per la tutela dei dati personali rendendo decisamente più robusto 



Qui il provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali del 15 ottobre 2020, n. 183