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amministrazione della giustizia | 16 Settembre 2020

Mario Rosario Morelli è il nuovo Presidente della Corte Costituzionale

di La Redazione

La Corte Costituzionale ha eletto Presidente il giudice Mario Rosario Morelli. La carica del neo presidente durerà fino al 12 dicembre 2020, quando scadrà il mandato di 9 anni di giudice costituzionale. Il Presidente ha nominato vicepresidenti i giudici Giancarlo Coraggio e Giuliano Amato.

Mario Rosario Morelli è il nuovo Presidente della Corte Costituzionale. Eletto a maggioranza nella camera di consiglio di stamane, rimarrà in carica fino al 12 dicembre 2020.

 

Nato a Roma il 15 maggio 1941, Presidente di sezione della Corte di Cassazione, Morelli è stato eletto giudice costituzionale il 18 novembre 2011 dalla Suprema Corte e ha prestato giuramento davanti al Presidente della Repubblica il 12 dicembre dello stesso anno. L’8 marzo 2018 è stato nominato Vice Presidente della Corte Costituzionale e riconfermato l’11 dicembre 2019.

La carriera di giudice al “Palazzaccio” ebbe inizio nel 1985 presso la prima sezione civile. Nel 1999 viene destinato alle Sezioni Unite civili e nel 2001 entra a far parte dell’Ufficio centrale elettorale nazionale presso la Cassazione. Dal 2008 è componente del Consiglio direttivo della Suprema Corte e nel 2009 è nominato Direttore dell’Ufficio del Ruolo e del Massimario.
L'attività del magistrato si svolge anche presso la Consulta dove entrò nel 1973 come assistente di studio, prima del giudice Giulio Gionfrida, poi di Livio Paladin e infine di Renato Granata (fino al 2000). In quegli anni, partecipa all’istruttoria dell’unico processo penale costituzionale per reati ministeriali (processo “Lockheed”).

 

L’esperienza professionale di Morelli, nella quale hanno trovato spazio anche alcune collaborazioni con la Casa editrice Giuffrè Francis Lefebvre, ha permesso di arricchire sia l’attività di magistrato che quella scientifica.

Come ricorda il comunicato diffuso dalla Corte, «alcune sue teorie hanno fatto breccia nella giurisprudenza costituzionale. Per esempio, sulla modulazione nel tempo degli effetti dell’incostituzionalità: nei suoi scritti, Morelli ha preannunciato la superabilità del dogma dell’efficacia “ex tunc” delle sentenze d’incostituzionalità attraverso una nuova tipologia di decisione, definita di incostituzionalità sopravvenuta “dal momento in cui”. Si deve al giudice Morelli la ricostruzione teorica che ha permesso alla Corte di adottare le sentenze di accoglimento con efficacia differita, come la n. 10/2015 (sulla Robin tax). Ancora: sulla possibilità di estendere la garanzia di inviolabilità (articolo 2 della Costituzione) oltre ai diritti specificamente e testualmente indicati in Costituzione, a quelli “di nuova emersione” - i cosiddetti nuovi diritti - come il diritto all’identità personale».

Tra le oltre 180 decisioni redatte da Morelli, si ricorda la sentenza n. 152/20 che ha riconosciuto «l’incremento al milione» delle pensioni di inabilità civile fin dal raggiungimento del diciottesimo anno di età e la n. 170/14, che ha escluso la legittimità del divorzio automatico nel caso di cambiamento di sesso di uno dei coniugi.