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AMMINISTRATIVO

professione forense | 13 Luglio 2020

Il TAR Lombardia sulla contrarietà alla legge professionale della lex specialis

di La Redazione

Con riferimento al contenuto di alcuni bandi ed avvisi di gare indette dalle Pubbliche Amministrazioni, Il TAR Lombardia si è pronunciato in tema di clausola della lex specialis, che preclude la partecipazione agli avvocati che non abbiano avuto in passato tra i loro clienti proprio le Pubbliche Amministrazioni.

(TAR Lombardia, sez. I, sentenza n. 1084/20; depositata il 17 giugno)

Con sentenza n. 1084/20, il TAR Lombardia si è pronunciato sul ricorso proposto da alcuni avvocati amministrativisti facenti parte del Consiglio Direttivo della Società Lombarda degli Avvocati Amministrativisti (SOLOM), con l'intervento ad adiuvandum della società stessa e dell'Ordine degli Avvocati di Milano, in ordine ai contenuti dei bandi e degli avvisi delle gare indette dalle Pubbliche Amministrazioni per l'affidamento dei servizi legali.

 

In particolare, il TAR Lombardia ha evidenziato la «natura discriminatoria ed irragionevole della clausola della lex specialis che preclude la partecipazione agli avvocati che non abbiano avuto in passato tra i loro clienti Pubbliche Amministrazioni, ben potendo aver maturato l'esperienza necessaria a divenire affidatari della procedura impugnata, anche difendendo soggetti privati nei giudizi amministrativi, dell'indeterminatezza ed eterogeneità delle prestazioni richieste, ciò che preclude la possibilità di formulare un'offerta ponderata, e della contrarietà della lex specialis alla legge professionale, nella parte in cui prevede la corresponsione di un corrispettivo fisso indipendentemente dal numero dei contenziosi, ciò che viola il principio dell'equo compenso, e nella parte in cui prevede l'assegnazione di un punteggio preferenziale in favore degli avvocati che hanno patrocinato giudizi conclusi con un esito positivo per le amministrazioni, considerato che la loro attività non ha ad oggetto obbligazioni di risultato».