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Privacy | 07 Aprile 2020

Sanità e cronaca giudiziaria sotto la lente del Garante Privacy

di La Redazione

Con la newsletter n. 464 del 6 aprile 2020, il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso in tema di ripartizione dei fondi per il Sistema sanitario nazionale, cronaca giudiziaria ed ha infine annunciato l’archiviazione di un’istruttoria avviata lo scorso anno nei confronti di una ASL che aveva attivato un servizio online per l’accesso alle informazioni sui pazienti che accedono al pronto soccorso da parte dei familiari.

Sanità e fondi. In tema di ripartizione dei fondi economici per il Sistema sanitario nazionale, il Garante ritiene che l’attuale progetto del Ministero della Salute, basato sulla profilazione socio-sanitaria dell’intera popolazione italiana, risulti privo di «una base giuridica adeguata e di sufficienti tutele per le persone.  L’aggiornamento dei parametri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale potrebbe, in ogni caso, essere già realizzato attraverso le analisi effettuate nell’ambito del Programma Statistico Nazionale». Il parere è stato espresso al Consiglio di Stato in merito ad quesito a quest’ultimo sottoposto dal Ministero stesso. Il progetto del Ministero prevede la distribuzione delle risorse economiche dello Stato tra le Regioni, «passando da un modello basato sull’età della popolazione, ad uno fondato sull’effettiva necessità del territorio, la cui realizzazione presuppone la profilazione dello stato di salute dell’intera popolazione. Per raggiungere tale obiettivo, il Dicastero ha così proposto di raccogliere e interconnettere molteplici banche dati, sia interne al Ministero che di altre amministrazioni, come l’Istat e l’Anagrafe tributaria». Il Garante, pur riconoscendo l’importanza di una migliore ripartizione del fondo, «ha richiamato l’attenzione sulla necessità che i trattamenti di dati personali connessi a tale nuovo sistema di ripartizione siano effettuati nel pieno rispetto della disciplina sulla protezione dei dati personali. Il progetto ministeriale prevede infatti la creazione di un profilo individuale di ogni assistito, basato sulle patologie croniche e sulla situazione reddituale individuale, che, attraverso l’uso di algoritmi, saranno utilizzati per suddividere tutta la popolazione in gruppi (stratificazione)». Sono diverse le criticità che il nuovo modello di ripartizione deve poter superare, a partire dall’assenza di una base normativa e dal fatto che l’attuale normativa di settore non consente al Ministero della salute l’interconnessione dei flussi del Nuovo sistema informativo sanitario (NSIS). Il Garante ha inoltre «posto l’accento sul rischio che questi dati siano utilizzati dal Ministero per finalità ulteriori, come la “medicina predittiva” o “di iniziativa”». In conclusione, secondo il parere, « in attesa di un intervento normativo specifico in materia, l’aggiornamento dei parametri di ripartizione del Fondo sanitario nazionale potrebbe essere già utilmente realizzato attraverso le analisi effettuate nell’ambito del Programma Statistico Nazionale».

 

Cronaca giudiziaria. Con la medesima NL, il Garante ha reso noto di aver vietato ad un quotidiano online «l’ulteriore diffusione di un avviso di conclusione di indagini preliminari, pubblicato in forma integrale a corredo di un articolo riguardante le indagini stesse». L’intervento dell’Autorità è giunto a seguito dei reclami e delle segnalazioni di numerosi avvocati, sottoposti a indagini in quel procedimento, che lamentavano una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali. Il Garante ha colto l’occasione per ribadire che «la pubblicazione dei dati identificativi di persone indagate non è preclusa dal nostro ordinamento e che, ove la testata si limiti a dare una notizia di interesse pubblico, come certamente è quella in esame, anche riportando i nominativi dei presunti responsabili, non viola i limiti del diritto di cronaca. Una diversa valutazione – afferma l’Autorità – richiede invece la diffusione integrale dell’avviso di conclusione delle indagini, nel quale accanto a ciascuno dei nomi degli avvocati indagati compaiono l’indirizzo dell’abitazione, il numero di telefono dello studio e, in alcuni casi, anche il numero di cellulare. Tali dati sono eccedenti rispetto all’esigenza di informare su un fatto di interesse pubblico».

 

Informazioni sanitarie. Quanto all’istruttoria aperta nei confronti di una Asl che aveva attivato un servizio on line per fornire informazioni ai familiari sui pazienti che accedono al pronto soccorso dell’ospedale, il Garante informa dell’avvenuta archiviazione. Potrà dunque essere riattivata l’attività che prevede la possibilità per il paziente di autorizzare, dopo il triage, un familiare a ricevere un link sullo smartphone o sul tablet che lo indirizza ad una pagina web dove poter visualizzare le procedure di cura, i tempi di attesa, le dimissioni o il trasferimento nei reparti di degenza. A seguito dell’istruttoria avviata dall’Autorità, l’Asl ha introdotto diverse modifiche sulla base di una più ampia valutazione dei rischi e della valutazione di impatto. In particolare «viene apprezzata la puntuale valutazione delle tipologie di accessi al pronto soccorso per le quali la Asl non intende proporre il servizio all’assistito (ad es., gravità delle condizioni cliniche o possibilità che queste siano derivate da episodi di violenza) e la scelta di non indicare nel dettaglio la tipologia di visita specialistica effettuata in pronto soccorso».