POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
mercoledì 03 giugno 2020
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
AMMINISTRATIVO

Decreto coronavirus | 01 Aprile 2020

Coronavirus: l’avvocato che ha figli minori può chiedere il rinvio dell’udienza?

di La Redazione

Secondo il TAR Brescia, nel vigore del d.P.C.M. 1 marzo 2020, il rinvio non può essere concesso. Non viene infatti individuata nel contesto normativo ratione temporis vigente un’ipotesi di legittimo impedimento dell’avvocato a comparire per la tutela dei minori.  

(TAR Lombardia - Brescia, sez. I, decreto n. 50/20; depositato il 3 marzo)

Il TAR Brescia (decreto n. 50/20 del 3 marzo) ha rigettato l’istanza con cui un avvocato chiedeva il rinvio dell’udienza di discussione fissata il 4 marzo 2020 nell’ambito di un procedimento per il rinnovo del permesso di soggiorno del proprio assistito a causa dell’emergenza Coronavirus. L'avvocato ha infatti richiamato a sostegno dell’istanza le «ordinanze Ministeriali d'intesa con i Presidenti delle Regioni (sia Lombardia che Emilia Romagna) tra le quali “costituisce legittimo impedimento la mancata comparizione del genitore avvocato, volta alla tutela dei minori”, visto che il sottoscritto ha due figlie di età minore».

 

Escluso il rinvio dell’udienza. Il TAR ha applicato il d.P.C.M. 1 marzo 2020 vigente in quel momento e recante ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 che «non sembra contenere disposizioni del tenore citato dal difensore, né altre consimili». Ha poi aggiunto che il Presidente della Sezione staccata di Brescia del TAR Lombardia con decreto del 24 febbraio 2020 ha ricordato che «quanto alla camera di consiglio fissata per l’emanazione delle misure cautelari collegiali, ai sensi dell’art. 55, comma 7, i difensori sono sentiti solo se ne facciano richiesta; egualmente, il ricorso chiamato all’udienza pubblica è assegnato a sentenza pur se i difensori non compaiano; né tali assenze possono interferire sull’esito della controversia. Così, con riguardo alla presente situazione, sempre per ridurre i rischi di contaminazione, si deve suggerire ai difensori d’intervenire personalmente all’udienza, pubblica o camerale, solo se ritengano particolarmente rilevante l’integrazione orale delle difese scritte». L’istanza di rinvio è dunque stata rigettata.

 

Clicca qui per consultare la sezione dedicata al Decreto Coronavirus