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Decreto coronavirus | 24 Marzo 2020

Droni con licenza di volo sulle città per la polizia locale

di Stefano Manzelli

Arriva il grande fratello volante che controllerà gli assembramenti dei cittadini e le feste sui terrazzi. Fino al 3 aprile infatti la polizia locale potrà utilizzare i droni senza troppi impedimenti burocratici per sorvegliare il rispetto delle regole in materia di limitazione straordinaria degli spostamenti dei cittadini.

Lo ha evidenziato l’Ente nazionale per l’aviazione civile con la nota del 23 marzo 2020.

 

Normativa. Il regolamento Enac dell’11 novembre 2019 che disciplina il volo dei droni vieta l’uso di questi dispositivi in caso di situazioni di emergenza e richiede comunque particolari formalità per mettere in volo un sistema aeromobile a pilotaggio remoto in particolare sulle zone critiche come le città. A seguito di numerose richieste di primi cittadini desiderosi di potenziare il controllo delle severe disposizioni in materia di contrasto dell’emergenza sanitaria in atto e in considerazione della scarsa attuale frequentazione dei centri abitati da parte delle persone l’Ente centrale ha deciso una deroga temporanea ai lacciuoli burocratici stabilendo che il generico divieto di impiego dei droni in situazioni di emergenza e sulle città non si applica per la polizia locale. Almeno fino al 3 aprile, specifica la circolare, per mettere in moto un drone sulle strade semi deserte con modalità di navigazione a vista (visual line of sight), di peso non superiore a 25 kg, non sarà necessaria alcuna registrazione preventiva e identificazione dello strumento. Il pilota, specificamente autorizzato, potrà utilizzare i droni per il volo a vista anche su aree urbane scarsamente frequentate senza necessità di alcuna autorizzazione preventiva dell’Enac. In teoria i droni potranno volare anche in prossimità degli aeroporti ma in questo caso dovranno essere osservate regole più precise. E i dispositivi interni di tracciamento impediranno automaticamente di disturbare il traffico aereo. Resta sul tappeto la corretta gestione della tutela dei dati personali. Anche se si tratterà di una attività di indagine correlata ad operazioni di polizia giudiziaria i principi cardine della riforma sulla privacy dovranno sempre essere osservati. Ed in particolare nel caso di coinvolgimento di soggetti privati nello sviluppo di queste innovative attività tecniche di controllo del territorio.

 

Clicca qui per consultare la sezione dedicata al decreto Coronavirus

 



Qui la nota dell’ENAC del 23 marzo 2020