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privacy | 29 Novembre 2019

Nuove linee strategiche adottate dalla Conferenza mondiale dei Garanti Privacy

di La Redazione

Si è tenuta a Tirana (Albania) dal 21 al 24 ottobre scorsi la 41esima Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC) dal titolo "Convergence and connectivity raising global data protection standards in the digital age". Il Garante italiano evidenzia, con la newsletter n. 459 del 28 novembre 2019, alcune delle linee strategiche in quella sede definite allo scopo di rafforzare la protezione dei dati su scala globale.

Conferenza mondiale dei Garanti privacy. Nel corso della 41esima Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati (ICDPPC) dal titolo "Convergence and connectivity raising global data protection standards in the digital age", svoltasi a Tirana il mese scorso, sono state adottate diverse risoluzioni per il rafforzamento della protezione dei dati su scala globale.
Con la newsletter n. 459 di ieri, il Garante ha sottolineato alcune delle linee strategiche adottate tra cui il riconoscimento della privacy come diritto fondamentale per il buon funzionamento delle democrazie, la lotta sui social ai messaggi inneggianti al terrorismo, la più intensa cooperazione tra le Autorità che tutelano i dati personali e quelle che operano a tutela dei consumatori e della concorrenza, la riduzione dell’errore umano nelle violazioni dei dati. È stato inoltre deciso di garantire un’organizzazione più strutturata alla rete globale di Autorità privacy (ICDPPC), trasformandola in «un nuovo organismo permanente, più visibile e operativo, la Global Privacy Assembly (GPA)».

 

Negato l’accesso civico generalizzato agli elaborati dei concorsi pubblici. Con la newsletter, il Garante ha fatto sapere di aver confermato la decisione di una Università che aveva negato l’accesso civico generalizzato agli elaborati scritti, ai verbali di correzione e ai curricula dei partecipanti ad un concorso pubblico. L’Autorità ha sottolineato che «tenuto conto che tutti i documenti, le informazioni e i dati oggetto di accesso civico sono pubblici e chiunque ha diritto di conoscerli, di fruirne gratuitamente, e di utilizzarli e riutilizzarli, occorre garantire la tutela dei dati personali in essi contenuti nei casi in cui l’accesso possa arrecare un pregiudizio concreto agli interessati».

 

Bonus cultura 2019. È invece positivo il parere del Garante in merito al c.d. bonus cultura 2019. Il relativo regolamento, predisposto dal Mibact di concerto con il Mef, conferma contenuti e modalità già stabiliti per l’erogazione del beneficio negli anni scorsi, precisando che la Carta elettronica, del valore di 500 euro, verrà realizzata sotto forma di app e potrà essere utilizzata dai 18enni residenti nel territorio nazionale previa registrazione all’indirizzo online con le proprie credenziali Spid.