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professione forense | 12 Novembre 2018

Le linee guida dell’ANAC per l’affidamento dei servizi legali delle P.A.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha approvato, con delibera n. 907 dello scorso 24 ottobre (pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 13 novembre 2018, n. 264), le linee guida n. 12 aventi ad oggetto l’affidamento dei servizi legali delle pubbliche amministrazioni, alla luce della nuova disciplina contenuta nel codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 50/2016).

Il codice dei contratti pubblici e l’intervento dell’ANAC. L’art. 17, comma 1, lett. d), d.lsg. n. 50/2016, intitolato “Esclusioni specifiche per contratti di appalto e di concessioni di servizi” propone un elenco di alcuni tipi di servizi legali esclusi dall’ambito di applicazione delle disposizioni codicistiche.
A tal proposito, l’Autorità ha ritenuto opportuno elaborare delle linee guida per fornire indicazioni alle stazioni appaltanti per la giusta individuazione delle tipologie di servizi legali rientranti nell’elenco di cui al succitato art. 17. Così, in conformità a quanto stabilito in precedenza dal Consiglio di Stato con parere n. 2017 del 3 agosto 2018, l’ANAC ha disposto che l’affidamento dei servizi legali costituisce appalto, nel caso in cui la stazione appaltante affidi la gestione del contenzioso in maniera continuativa o periodica al fornitore nel periodo di tempo considerato (solitamente 3 anni) e tale incarico, conferito ad hoc, costituisce a tutti gli effetti un contratto d’opera professionale ed è sottoposto al regime di cui al suddetto art. 17.
È bene ricordare, peraltro che la rappresentanza, il patrocinio e l’assistenza in giudizio delle pubbliche amministrazioni e di quelle non statali autorizzate dall’art. 43 r.d. n. 1611/1933, spetta all’Avvocatura dello Stato e si può richiedere l’assistenza di avvocati del libero foro « solo per ragioni assolutamente eccezionali (ad esempio in caso di conflitto di interessi), previa in ogni caso l’acquisizione del parere dell’Avvocato generale dello Stato per le Amministrazioni statali (articolo 5 del regio decreto citato) o, per le amministrazioni non statali autorizzate al patrocinio, dell’organo di vigilanza in ipotesi diversa dal conflitto di interesse».
Inoltre, l’affidamento a terzi dei servizi legali è consentito sempre che non vi siano all’interno della stazione appaltante medesima idonee professionalità e, a tal scopo, l’ente è tenuto ad operare prima una ricognizione interna volta ad accertare l’impossibilità a svolgere l’incarico da parte del proprio personale.

 



Qui le linee guida n. 12 dell’ANAC, approvate con delibera del 24 ottobre 2018, n. 907