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privacy | 19 Giugno 2017

Big Data, Regolamento UE 2016/679 e danno discriminatorio nella Relazione annuale del Garante Privacy

di Deborah Bianchi - Avvocato

Il danno discriminatorio da Big Data e Data Analityc costituisce una preoccupazione prevalente nel Regolamento UE 2016/679 e nella Relazione annuale 2016 del Garante Privacy. Tuttavia il sistema di tutele disposto dal legislatore europeo mostra una rilevante lacuna.

Non esiste un meccanismo di effettività della tutela a favore dell'utente discriminato che voglia agire in giudizio per risarcimento danni. Trascinare un'azienda in tribunale per il risarcimento del danno discriminatorio da Big Data significa disporre di risorse economiche e di resilienza al tempo necessario per addivenire alla condanna di cui spesso il singolo non dispone. Di conseguenza nei fatti l'utente discriminato decide suo malgrado di patire la discriminazione piuttosto che affrontare una guerra giudiziaria che non può permettersi. Una possibile via per garantire l'effettività della tutela in questi casi potrebbe individuarsi traendo spunto dal meccanismo adottato dalla Direttiva UE (2014/104) ora recepita con d.lgs. n. 3/2017 per i danni del terzo-consumatore danneggiato per sovrapprezzo dal “cartello” di imprese accordatesi per imporsi sul mercato in via esclusiva.