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venerdì 23 giugno 2017
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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 19 Maggio 2017

Concorso per assistente giudiziario: repetita iuvant

di Gianluca Denora

Nel XXI secolo, ho segnalato alcune anomalie inaccettabili nella procedura di comunicazione dei risultati della prova pre-concorsuale per il reclutamento di assistenti giudiziari. I “chiarimenti” del Ministero non giovano in alcun modo a superare l’arcano.

Gli arcana imperii… Nel quotidiano del 9 maggio scorso, sotto il titolo chiaramente provocatorio Concorso per assistente giudiziario… arcana imperii, mi sono cimentato con un breve commento all’irragionevole dilazione nel comunicare i risultati delle prove informatiche ai candidati a 800 posti di assistente giudiziario. Si tratta di un numero già elevato, che cresce in modo esponenziale se si prende in considerazione il numero degli aspiranti, che ha reso utile, se non necessaria, una prova iniziale per una prima “scrematura”.
Nel dettaglio, come tutti sanno, il concorsone prevede un passaggio pre-selettivo che si svolge dinnanzi a computers. Ciascun candidato indica le risposte ritenute corrette ai 50 quesiti postigli. Non esiste in questa procedura alcun passaggio valutativo, sicché l’abbinamento tra le risposte date e quelle corrette avviene automaticamente da parte del programma a ciò preposto. Nondimeno, i candidati non hanno riscontro immediato della prova sostenuta.

L’ora del tè. Alle 19 di ogni giorno ciascun candidato ha la possibilità di conoscere in qualche modo – il punto dolente è che si tratta di un modo parziale – cosa ne sia del “proprio” questionario. Mi spiego. Con l’inserimento di opportune credenziali (bla bla bla), il sistema rivela solo la percentuale di errore. Non è dato sapere quali risposte siano state date, in modo da potersi rendere conto della correttezza del proprio operato (e della valutazione del sistema). Non è dato conoscere fatti, non opinioni, valutazioni, giudizi. Un tè alquanto indigesto.

Un vulnus inaccettabile. Torno dunque a manifestare un dubbio, che la notizia riportata sul quotidiano del 10 maggio u.s. (Concorso per assistenti giudiziari: ecco come visualizzare il punteggio ottenuto alla prova d’esame) non dipana in alcun modo. Il comunicato ufficiale del Ministero dà conto della comunicazione dei risultati a partire dalle ore 19 del giorno successivo alla prova; il dato saliente non appare; il dato saliente è che la comunicazione, come dicevo, è limitata alla percentuale di errore. Il resto è in una selva oscura. E nella medesima selva, di dantesca memoria, resta la domanda su quale ragione spinga la normativa di specie a rimandare la conoscenza, recte conoscibilità, del questionario al fatidico 30 maggio. Incomprimibile il diritto di accesso, ciascun candidato viene onerato di un adempimento del tutto anacronistico, rispetto alle modalità di svolgimento di queste prove concorsuali. L’auspicio per una (re)integrazione del diritto violato si rivela concreto ed attuale: occorre rendere immediato l’accesso ai questionari, non soltanto alle percentuali di errore.
Repetita iuvant, sempre che al Ministero ci sia qualcuno che vuol sentire.