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Notizie a cura di La Stampa.it |
AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 23 Dicembre 2016

Dal Consiglio di Stato i criteri di redazione e i limiti dimensionali dei ricorsi

Il 22 dicembre 2016 il Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ha firmato un decreto con cui vengono disciplinati i criteri di redazione e i limiti dimensionali di ricorsi e degli altri atti difensivi del processo amministrativo. 

Nella giornata di ieri 22 dicembre 2016, il Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno ha firmato un decreto con cui vengono disciplinati i criteri di redazione e i limiti dimensionali di ricorsi e degli altri atti difensivi del processo amministrativo.
Per non lasciar adito a dubbi, il decreto descrive dettagliatamente le dimensioni dei ricorsi e degli altri provvedimenti (con l’indicazione di esclusioni, deroghe e procedimenti per autorizzazione al superamento degli stessi), e i criteri di redazione degli atti processuali di parte.

Criteri di redazione. Ad esempio, si prevede che gli atti processuali di parte rechino distintamente l’esposizione di fatti e motivi in parti specificamente rubricate, con distinti paragrafi in cui vengano indicate le eventuali eccezioni di rito e di merito e le richieste di invio pregiudiziale alla CGUE.

Limiti dimensionali. Per i limiti dimensionali, si prevede che nei riti dell’accesso, del silenzio, del decreto ingiuntivo e altri, il limite sia di massimo 30.000 caratteri; nel rito ordinario o abbreviato comune (art. 119 c.p.a.), nel rito elettorale di cui all’art. 130 c.p.a. e nei giudizi di ottemperanza, il limite è invece di 70.000 caratteri.
Escluse da tali limiti sono le intestazioni e le altre indicazioni formali dell’atto, come l’epigrafe, l’indicazione delle parti o l’individuazione dell’atto impugnato.
Attraverso il procedimento di autorizzazione al superamento dei limiti dimensionali (di cui all’art. 6) si può essere autorizzati dal Presidente del Consiglio di Stato, del Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, dal TAR, dal Tribunale di giustizia amministrativa (Trento o Bolzano) o dal magistrato a ciò delegato, a superare il numero massimo di caratteri suddetti. Tale autorizzazione verrà fornita qualora la controversia presenti questioni tecniche, giuridiche o di fatto particolarmente complesse, ovvero attenga ad interessi sostanziali di particolare rilievo economico, politico o sociale, e potranno essere autorizzati limiti dimensionali non superiori nel massimo a caratteri 50.000 e 100.000 (per gli atti di cui all’art. 3, comma 1 del decreto) e a caratteri 16.000 e 30.000 (per gli atti di cui all’art. 3, commi 2 e 3).
Infine viene stabilito che il decreto sarà applicato alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo grado o impugnazione inizi a decorrere trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione del decreto stesso in Gazzetta Ufficiale. 



Qui il decreto 22 dicembre 2016 del Presidente del Consiglio di Stato