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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 19 Dicembre 2016

CNF, Cassazione e Avvocatura dello Stato: siglato un Protocollo d’intesa sul nuovo rito civile

È stato siglato, in data 15 dicembre 2016, un Protocollo d’intesa tra la Corte di Cassazione, il Consiglio Nazionale Forense e l’Avvocatura Generale dello Stato sull’applicazione del nuovo rito civile di cui al d.l. n. 168/2016, convertito in l. n. 197/2016.

È stato siglato, in data 15 dicembre 2016, un Protocollo d’intesa tra la Corte di Cassazione, il Consiglio Nazionale Forense e l’Avvocatura Generale dello Stato sull’applicazione del nuovo rito civile di cui al d.l. n. 168/2016, convertito in l. n. 197/2016, recante “Misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di Cassazione, per l’efficienza degli uffici giudiziari, nonché per la giustizia amministrativa”.

Il nuovo processo civile. Il d.l. n. 168/2016 (l. n. 197/2016), ha introdotto una nuova disciplina del processo civile dinanzi alla Corte di Cassazione, il cui impianto si impernia sulla distinzione tra giudizi con valenza nomofilattica, trattati in pubblica udienza, e giudizi privi di tale carattere, destinati invece alla trattazione in Camera di Consiglio non partecipata. Si prevede dunque un mutamento rilevante, in quanto i ricorsi saranno destinati, nella maggioranza dei casi, alla trattazione camerale; ciò perché si vuole garantire effettività alla tutela giurisdizionale in sede civile, sia attraverso l’abbattimento dell’arretrato e la diminuzione della durata dei procedimenti, sia consentendo la concentrazione di più adeguate risorse ed energie nell’espletamento della funzione nomofilattica propria di una Suprema Corte.

Il Protocollo d’intesa. Il Protocollo nasce dalla volontà comune tra CNF, Cassazione e Avvocatura dello Stato di costruire insieme non solo una prassi organizzativa ma un’interpretazione il più possibile condivisa di alcuni snodi altrimenti problematici di questa riforma, nella convinzione che il modo più efficace per produrre il cambiamento richiesto è quello del coinvolgimento volontario di tutti i soggetti del processo su cui ricade la responsabilità di farlo funzionare.
La realizzazione di questo Protocollo è quindi espressione della necessità di affrontare i temi di comune interesse con il metodo del confronto sui problemi e di condivisione degli obiettivi, attraverso l’individuazione di momenti istituzionali di dialogo tra le diverse professionalità. A tal fine, i sottoscrittori si impegnano ad incontrarsi con cadenza semestrale.

Regime transitorio. Si conviene che, per i ricorsi già depositati al 30 ottobre 2016 per cui venga successivamente fissata l’adunanza camerale, l’intimato che non abbia notificato e depositato il controricorso nei termini di cui all’art. 370 c.p.c., ma che, in base alla pregressa normativa, avrebbe avuto ancora la possibilità di partecipare alla discussione orale, possa presentare memoria, munita di procura speciale, nei medesimi termini in cui può farlo il controricorrente.

Termini per la produzione dell’avviso di ricevimento. Si prevede poi che le parti provvederanno a depositare la prova della tempestiva notifica del ricorso o del controricorso nella Cancelleria entro il termine previsto per il deposito delle memorie e comunque non oltre l’orario previsto per l’inizio dell’adunanza camerale.

Avviso di fissazione dell’adunanza camerale. Tale avviso verrà redatto secondo il modello predisposto dall’ufficio, riportando indicazione della data, ora e luogo; l’indicazione che l’adunanza camerale non è partecipata; l’indicazione del termine entro cu le parti possono depositare memoria; l’indicazione della facoltà prevista nel regime transitorio; l’indicazione dei termini per la produzione dell’avviso di ricevimento. 

Conclusioni scritte del Procuratore Generale. Non appena il sistema lo consentirà, poi, si prevede che le conclusioni scritte formulate dal Procuratore Generale e trasmesse alla Cancelleria della sezione in via telematica, siano inoltrate telematicamente anche ai procuratori delle parti.

Proposta di trattazione camerale presso la VI sezione ex art. 380-bis c.p.c.. Quanto alla proposta del relatore di trattazione camerale innanzi alla sez. VI ex art. 380-bis c.p.c. si conviene che la proposta sarà formulata secondo il modello predisposto, che verrà notificato ai difensori unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza ed al relativo avviso, e tale proposta dovrà indicare in maniera puntuale l’ipotesi di riferimento nei casi di prognosi di inammissibilità o di improcedibilità e di prognosi di manifesta fondatezza o infondatezza.

Memorie da depositarsi in vita della trattazione camerale. Le memorie non possono superare le 15 pagine.

Istanza di trattazione della causa in pubblica udienza. Qualora un ricorso sia avviato alla trattazione camerale di sezione ordinaria, si conviene che le parti possano richiedere motivatamente, nella memoria depositata ex art. 380-bis, comma 1, c.p.c. o con apposita istanza, che la trattazione avvenga invece in pubblica udienza indicando la questione di diritto di particolare rilevanza che, a loro avviso, giustifica la discussione pubblica. 



Qui il Protocollo d’intesa tra Consiglio Nazionale Forense, Corte di Cassazione e Avvocatura Generale dello Stato del 15 dicembre 2016