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Riforma costituzionale | 09 Agosto 2016

La Cassazione ha dichiarato ammissibile il referendum sulla Legge di riforma Costituzionale

L’ufficio Centrale per il Referendum presso la Corte Suprema di Cassazione con ordinanza 8/8/2016 ha dichiarato conforme all’art. 138 Cost. e alla legge n. 352/1970 la richiesta di referendum depositata il 14 luglio 2016 sul testo di Legge Costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016.

Testo di legge riforma costituzionale. Il testo della legge di riforma costituzionale approvata dal Parlamento e che sarà sottoposto al vaglio referendario consta di 41 articoli, e apporta notevoli modifiche alla Costituzione su tre grandi temi:
- il superamento del bicameralismo perfetto (artt. 1-26, 37): vengono infatti ridisegnati gli equilibri e le funzioni delle due Camere. In capo alla Camera dei deputati è riconosciuto il rapporto di fiducia con il Governo e l’esercizio della funzione di indirizzo politico, della funzione legislativa e quella di controllo dell'operato del Governo. Al Senato è affidato il compito di rappresentanza delle istituzioni territoriali e di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica, con un residuo esercizio del potere legislativo, concorrente a quello della Camera, nei soli casi indicati dalla Costituzione;
- la soppressione delle Provincie e rapporti tra Stato ed Enti Territoriali (artt. 29-36): abolite le Province, vengono stabiliti i criteri di riparto tra le competenze dello Stato e quelle delle Regioni, Città metropolitane e Comuni;
- la soppressione del CNEL (art. 40).
L’art. 41 stabilisce infine che la legge costituzionale entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale successiva alla promulgazione, e che le disposizioni si applicheranno a decorrere dalla legislatura successiva allo scioglimento di entrambe le Camere, ad eccezione di quelle previste dagli articoli 28, 35, 39, commi 3, 7 e 11, e 40, commi 1, 2, 3 e 4, che sono di immediata applicazione.
Ora non resta che attendere l’esito del voto referendario in merito alla riforma costituzionale.