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riforma magistratura onoraria | 29 Marzo 2016

Più competenze ai Giudici di Pace? ANAP e ANAI non ci stanno

  Con un comunicato stampa sul proprio sito, il Centro Studi dell’ANAP, ha espresso perplessità sulla recente approvazione del disegno di legge n. 1738, recante la delega al Governo per la riforma organica della magistratura onoraria e altre disposizioni riguardanti i Giudici di Pace. L’attenzione del Centro Studi si è concentrata sul trasferimento di molte competenze (tra cui quella in materia condominiale) ai Giudici di Pace. Anche l’Associazione Nazionale Avvocati Italiani (ANAI), con un comunicato stampa del 29 marzo, ha criticato il trasferimento di competenze in ambito condominiale ai Giudici di Pace.

 

Non adeguata tutela dei diritti dei cittadini. L’approvazione, lo scorso 10 marzo 2016, a Palazzo Madama, del disegno di legge n. 1738, che introduce delle modifiche all’attuale sistema del riparto delle competenze processuali dell’Autorità Giudiziaria, assegnando molte materie del Tribunali Civili agli Uffici del Giudice di Pace, ha suscitato le critiche del Centro Studi dell’ANAP.
Il comunicato dell’ANAP sottolinea che « i Giudici di Pace, oltre a non aver alcun rapporto di impiego con lo Stato, non sono Magistrati Ordinari ma semplici laureati in giurisprudenza, che nella maggioranza dei casi non hanno avuto alcuna pregressa esperienza in ambito processuale; tanto che non rientra financo tra i requisiti espressamente richiesti per ricoprire tale ruolo»; da ciò deriva il rischio, a parere dell’ANAP, di un allungamento dei tempi della giustizia e di una incerta applicazione del diritto.
A sostegno delle proprie argomentazioni, l’associazione ha rimarcato che « tutte le cause in materia condominiale, spesso decise – per la loro intrinseca complessità in iure – dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, sarebbero soggette all’esclusivo vaglio in primo grado dei Giudici di Pace, che sin qui, salvo la minimale residua previsione di cui all’art. 7 n.2 c.p.c. ed a quei procedimenti ex art. 1137 c.c. di modesto valore, non hanno avuto alcuna competenza in materia. Obiettiva conseguenza di ciò, sarà il necessario moltiplicarsi dei giudizi di appello avverso tali sentenze per il cui effetto il cittadino dovrà attendere perlomeno 7/8 anni per poter ottenere il primo vaglio di un Magistrato Ordinario».
A chiosa del documento, l’ANAP ha evidenziato il prezioso contributo dei Giudici di Pace al sistema giustizia, sottolineando la precarietà delle loro condizioni lavorative (carenza di organico e di risorse), ma ha ribadito come il disegno di legge non appresti le necessarie tutele ai cittadini, riservando il diritto d’accesso alla giustizia della Magistratura a «classi più che abbienti».

La materia condominiale non è di facile trattazione. L’Associazione Nazionale Avvocati Italiani (ANAI) ha espresso forti critiche in merito all’intenzione di attribuire alla competenza esclusiva e funzionale degli Uffici dei Giudici di Pace, i procedimenti di volontaria giurisdizione relativi alla materia condominiale.
Secondo il Presidente dell’ANAI, Maurizio De Tilla, le controversie connesse a tale materia, peraltro recentemente oggetto di riforma, sono talvolta di difficile trattazione; «a volte le questioni condominiali riguardano lavori anche superiori ad un milione di euro con perizie da affidare ad esperti».
L’associazione di categoria ha sottolineato come, in materia, siano ravvisabili molteplici contrasti giurisprudenziali ed ha precisato che la trattazione della medesima richiede un livello di specializzazione che non può essere pretesa dai Giudici di Pace.
Il nuovo riparto di competenze, a parere dell’ANAI, determinerà un aumento di appelli con conseguente aggravio per il carico di lavoro dei Tribunali; «sembra che al legislatore interessi solo la rottamazione e/o la macellazione delle controversie», ha chiosato De Tilla.