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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 17 Marzo 2016

Tutti a Parigi per contrastare la corruzione

  Mercoledì 16 marzo 2016, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha presieduto, a Parigi, presso la sede OCSE, la Conferenza dei Ministri della Giustizia concernente la lotta alla corruzione internazionale. Durante l’incontro, le Delegazioni di oltre quaranta Paesi e le Organizzazioni internazionali coinvolte hanno valutato lo stato di attuazione della Convenzione OCSE sul contrasto alla corruzione nelle transazioni economiche internazionali.

 

Una rete di cooperazione. Il Guardasigilli, Andrea Orlando, in occasione della Conferenza dei Ministri della Giustizia concernente la lotta alla corruzione internazionale, ha sottolineato che la corruzione internazionale rappresenta un fenomeno che può essere «contrastato solo a livello globale», in quanto comune a tutti i Paesi, benché con forme ed espressioni diverse, attraverso una rete di cooperazione tra le giurisdizioni.
Il numero uno di Via Arenula ha evidenziato il ruolo primario svolto dall’Italia nella promozione di una rete di cooperazione internazionale per ostacolare il fenomeno, rilevando come il nostro Paese si sia adeguato a «tutte le indicazioni delle convenzioni» sottoscritte.
Orlando ha, però, precisato che le norme non sono sufficienti per arginare il fenomeno corruttivo, essendo necessarie, a tal fine, anche le «buone pratiche», «la formazione dei magistrati, il potenziamento delle strutture e la prevenzione.»
Orlando ha aggiunto che «i fori multilaterali offrono pertanto una preziosa occasione di confronto delle strategia di contrasto e di scambio di buone pratiche. Diffusione di esperienze positive, nel quadro della lotta al crimine organizzato e alla corruzione, e strumenti di valutazione tra pari contribuiscono ad elevare gli standard di prevenzione dei fenomeni illeciti».
Il Guardasigilli ha anche sottolineato l’importanza della protezione degli informatori, non soltanto in relazione alla necessità di prevenzione, ma anche con riferimento alla partecipazione attiva e alla responsabilizzazione della società civile.