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previdenza | 09 Marzo 2016

Il Consiglio di Stato e le Casse di previdenza dei professionisti

di Paolo Rosa - Avvocato

Il 24 febbraio 2016 il Consiglio di Stato, Sezione consultiva per gli atti normativi, ha reso il parere definitivo in merito allo schema di decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze in materia di investimenti delle risorse finanziarie degli Enti previdenziali, dei conflitti di interessi e della banca depositaria, leggibile nell’allegato.  

(Consiglio di Stato, sez. Consultiva per gli Atti Normativi, parere n. 517/16; del 24 febbraio)

Per il Consiglio di Stato, dopo aver acquisito il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione, con ciò ribadendo il già espresso parere interlocutorio, la scelta del soggetto cui affidare in base a convenzione la gestione indiretta nonché nella scelta del soggetto depositario, le Casse di previdenza dei professionisti dovranno rispettare le procedure di evidenza pubblica di cui al d.lgs. n. 163/2006 alle stesse applicabile.
Per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti “derivati”, il Consiglio di Stato, superando le perplessità di cui al precedente parere interlocutorio, ha affermato la possibilità per le Casse di utilizzare strumenti derivati «nella misura in cui contribuiscono a ridurre il rischio di investimento e facilitare una gestione efficace del portafoglio» nel senso che le Casse di previdenza dei professionisti potranno utilizzare strumenti derivati il cui utilizzo deve essere considerato fisiologico nell’ambito di una complessiva politica di gestione volta alla diversificazione e al contenimento del rischio.
Il Consiglio di Stato non ha mancato di sottolineare la necessità di speciali professionalità, da saggiare accuratamente anche in sede di politiche di scelta, che debbano caratterizzare i soggetti a cui, nella forma diretta o nella forma indiretta, dovrà essere affidata la gestione delle risorse.
Spiace dover leggere le dichiarazioni del Presidente dell’ENPAM, nonché presidente dell’ADEPP, il quale si chiede se la vigilanza prevista e accettata dagli Enti di previdenza privata sia tale o se rischi di diventare una co-gestione limitando, di fatto, l’autonomia delle Casse sancita peraltro da leggi dello Stato.
Forse è bene che tutti i presidenti delle Casse di previdenza si leggano i capitoli 18 e 19 del libro di Pinocchio.