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venerdì 26 agosto 2016
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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 19 Febbraio 2016

Orlando saluta il nuovo Consiglio direttivo della Scuola Superiore della Magistratura

Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, è intervenuto alla cerimonia tenutasi in occasione dell’insediamento del Consiglio direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, il 19 febbraio 2016. Presente all’evento anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il ruolo fondamentale della Scuola Superiore della Magistratura. Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha preliminarmente ringraziato il Consiglio direttivo uscente, presieduto dal Prof. Valerio Onida, rivolgendo un augurio al nuovo organo della Scuola Superiore della Magistratura ed al suo nuovo presidente, il Prof. Gaetano Silvestri.
Il Guardasigilli ha sottolineato il fondamentale ruolo svolto dalla Scuola Superiore della Magistratura, la quale ha il compito di formare dirigenti degli uffici in grado di «far convivere qualità della giurisdizione ed efficacia organizzativa».
Orlando ha, inoltre, sottolineato come la funzione formativa della Scuola debba prendere le mosse dalla constatazione del mutamento delle forme del lavoro giudiziario, coinvolto dall’innovazione tecnologica e da istanze sociali sempre più complesse.
Il numero uno di via Arenula ha voluto manifestare la propria soddisfazione per la scelta del Consiglio direttivo di prevedere stages, per i magistrati in tirocinio, presso le strutture ministeriali; un segnale, secondo il Ministro, della «consapevolezza della negatività di ogni distanza della giurisdizione dalla conoscenza profonda della realtà delle funzioni di organizzazione dei servizi giudiziari».
Il Guardasigilli ha chiarito che la Scuola deve essere «un luogo nel quale promuovere una visione della giurisdizione aperta, pienamente immersa nella società ed in contatto con i suoi mutamenti»; è necessario, dunque, a parere di Via Arenula, rafforzare e promuovere le iniziative di cooperazione istituzionale, pur nel rispetto dell’autonomia della Scuola e delle prerogative costituzionali del CSM e del Ministero della Giustizia.
L’autonomia della Scuola, ha chiosato Orlando, rimane una garanzia del dialogo tra le parti coinvolte ed un modo per orientare gli sforzi in svariati ambiti, dal processo telematico all’abbattimento dell’arretrato.