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martedì 28 giugno 2016
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AMMINISTRATIVO

amministrazione della giustizia | 16 Febbraio 2016

Si è insediato il nuovo presidente del Consiglio di Stato

E’ avvenuto l’insediamento del nuovo presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario. Secondo il presidente occorre restituire la giustizia amministrativa alla comprensione dei cittadini e al rapporto con le altre Istituzioni, perché solo così è possibile affrontare la duplice crisi della legislazione e dell'amministrazione. Inoltre, Pajno ha sottolineato che l’entrata in vigore del processo telematico è una grande sfida di innovazione e modernità.

Cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il nuovo presidente del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ha inaugurato l’anno giudiziario 2016. La cerimonia, svolta a palazzo Spada, ha visto la presenza, oltre che di molti Ministri, anche del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La crisi che deve affrontare la giustizia amministrativa. Il neopresidente nel discorso inaugurale ha affermato che l’Italia deve affrontare «una duplice crisi del sistema pubblico, quella della legislazione e quella dell'amministrazione». A riguardo ha specificato che «la crisi di qualità della legislazione si manifesta sia con un’abnorme inflazione normativa, sia con la scarsa chiarezza, la contraddittorietà, il difetto di generalità e astrattezza delle regole, con le conseguenti incertezze nella loro applicazione», mentre per quanto concerne la crisi dell’amministrazione ha messo in evidenza «la permanente mancanza di efficienza e funzionalità, e anche di autorevolezza, di una parte significativa della pubblica amministrazione, con la conseguente incapacità di procedere all’assunzione di responsabilità», ha affermato anche che «la maladministration, spesso genera la corruzione». Per rimediare a questa situazione, secondo Pajno, «occorre restituire la giustizia amministrativa alla comprensione dei cittadini e al rapporto con le altre Istituzioni», per questo motivo deve esserci «una giustizia che, pur con le sue reali difficoltà, s'impegna a far fronte alle sfide di cambiamento che i tempi impongono, come emerge dalle riforme in atto». Nel suo intervento il presidente del Consiglio di Stato ha evidenziato l'importanza di garantire «l'adeguatezza dei tempi del processo, sia mediante l'introduzione di riti speciali accelerati, sia attraverso ulteriori iniziative, quali quelle riguardanti l'attuazione del principio di sinteticità degli atti, quelle necessarie per evitare l'abuso del processo, quelle finalizzate alla creazione anche della giustizia amministrativa di un ufficio del processo».

Gli strumenti d’innovazione del processo. Nel discorso Pajno ha sottolineato l’importante ruolo ricoperto dall’entrata in vigore del processo telematico, che «porrà la giustizia amministrativa dinanzi a una grande sfida di innovazione e modernità» e «deve essere vinta non soltanto nell'interesse dei magistrati e delle segreterie, ma anche e soprattutto degli utenti tutti e di un servizio giustizia più moderno, efficiente e vicino alle esigenze dei suoi fruitori».