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AMMINISTRATIVO

riforma costituzionale | 12 Gennaio 2016

Ok di Montecitorio: il disegno di legge Boschi verso Palazzo Madama

  E’ stato approvato l’11 gennaio 2016 il disegno di legge di riforma costituzionale (S. 1429 - B), c.d. “D.d.l. Boschi”. Il testo non ha subito variazioni in sede di esame presso la Camera dei Deputati e dovrà essere sottoposto nuovamente al vaglio del Senato, per poi ottenere il via libera definitivo di Montecitorio, ai sensi dell’art. 138 della Costituzione.

 

Altra tappa del percorso verso l’abolizione del bicameralismo perfetto. Il disegno di legge c.d. Boschi, recante le disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione ha ottenuto, nella giornata di ieri, l’approvazione di Montecitorio.
L’Assemblea ha, infatti, dato l’ok al pacchetto delle riforme, con 367 voti favorevoli, 194 contrari e 5 astenuti).
Il disegno di legge si propone di segnare la fine del sistema di bicameralismo c.d. perfetto, che caratterizza il nostro ordinamento, con la modifica del ruolo e della composizione del Senato.
In particolare, il pacchetto di riforme prevede che l’Assemblea di Palazzo Madama sia composta da un numero ridotto di senatori (100), scelti tra consiglieri regionali e sindaci, e da pochi altri componenti, nominati dal Presidente della Repubblica.
Il disegno di legge si propone di attribuire la funzione di indirizzo politico e di controllo sull’attività del Governo, in via esclusiva, alla Camera dei deputati, limitando i poteri del nuovo Senato, che potrà intervenire nella formazione delle leggi di rango costituzionale, in materia di referendum ed in relazione alle leggi elettorali.
Il pacchetto di riforme, inoltre, ridefinisce il riparto di competenze tra Stato e Regioni (Titolo V della Carta Costituzionale), modifica le regole concernenti l’elezione dei giudici della Consulta ed abolisce il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), di cui all’art. 99 della Carta.
Tutte le novità del pacchetto di riforma costituzionale dovranno essere sottoposte nuovamente al vaglio di Palazzo Madama.