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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

circolazione stradale | 26 Novembre 2020

Lesioni personali stradali: legittima la procedibilità d’ufficio ma occorre ripensare alla disciplina vigente

di La Redazione

La Consulta ha chiarito che la mancata previsione della procedibilità a querela di parte del reato di lesioni stradali gravi e gravissime non è incostituzionale. Tuttavia, occorre che il Legislatore rimediti la congruità della disciplina vigente.

(Corte Costituzionale, sentenza n. 248/20; depositata il 25 novembre)

Con la sentenza n. 248/20, depositata il 25 novembre, la Corte Costituzionale ha giudicato non fondate le questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Pisa sull’attuale disciplina del reato di lesioni personali stradali gravi o gravissime, che ne prevede la procedibilità d’ufficio ex art. 590-bis c.p., introdotto dalla l. n. 41/2016.

 

In particolare, il giudice rimettente aveva sostenuto che la procedibilità d’ufficio fosse in contrasto con i principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza.
In risposta alla questione, la Corte ha osservato che le ipotesi di lesioni stradali previste dall’art. 590-bis, comma 1, c.p., «pur potendo determinare gravi danni all’integrità fisica della vittima, sono spesso l’esito di condotte assai meno rimproverabili di quelle descritte nei commi successivi, caratterizzate “dalla consapevole (o addirittura temeraria) assunzione di rischi irragionevoli”» come, ad esempio, il caso di chi si ponga alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o alcool, oppure superi del doppio la velocità massima consentita, circoli contromano o, ancora, inverta il senso di marcia in prossimità di una curva o di un dosso.
In tutti gli altri casi, invece, come le occasionali disattenzioni in cui possono incorrere anche gli autisti più esperti, è in dubbio se vi sia davvero la necessità di celebrare il processo penale, soprattutto quando la persona offesa sia stata integralmente risarcita del danno subito.

 

La Consulta ritiene che la scelta legislativa operata nel 2016 e confermata nel 2018, relativa al regime di procedibilità di questi reati, «non possa essere ritenuta manifestamente irragionevole e perciò illegittima: il legislatore, infatti, ha inteso inasprire il complessivo trattamento sanzionatorio di questi reati perché li ha considerati di particolare allarme sociale, a fronte dell’elevato numero di incidenti che si verificano ogni anno sulle strade italiane. Tuttavia, la Corte rivolge allo stesso Legislatore «l’invito a un complessivo ripensamento della disciplina sulla procedibilità delle diverse ipotesi di lesioni stradali, peraltro già oggetto di varie proposte di legge attualmente all’esame del Parlamento».