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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

reati sessuali | 23 Ottobre 2020

Violenza sessuale: navigare online dopo il fatto non influisce sulla credibilità della persona offesa

di La Redazione

Cinque anni di carcere per l’uomo. Respinte le obiezioni proposte dal suo difensore e mirate a mettere in discussione la attendibilità della moglie. Irrilevante anche il fatto che egli sia stato assolto dall’accusa di maltrattamenti.

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 29325/20; depositata il 22 ottobre)

Confermata la condanna per l’imputato. Irrilevante il fatto che la moglie abbia navigato online e visitato alcune pagine su Facebook dopo la violenza sessuale (Cassazione, sentenza n. 29325/20, sez. III Penale, depositata oggi).   Ricostruito,...

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