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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

ultime dal cdm | 14 Febbraio 2020

La riforma del processo penale e il codice della crisi di impresa a Palazzo Chigi

di La Redazione

Il Consiglio dei Ministri n. 29, tenutosi ieri sera a Palazzo Chigi, ha approvato il disegno di legge delega per la riforma del processo penale. È invece stato approvato in esame preliminare un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive al codice della crisi di impresa.

Riforma del processo penale. È giunto all’approvazione del Governo il disegno di legge proposto dal Ministro della Giustizia per la riforma del processo penale.
In dettaglio, il disegno di legge prevede «deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’appello». Sono previsti interventi specifici di modifica del codice di procedura penale da attuarsi entro un anno dall’entrata in vigore della legge di delega.
Il comunicato diffuso dal Governo indica tra gli elementi più significativi:
- in tema di notifiche: si prevede che tutte le notifiche successive alla prima, che comunque deve essere effettuata personalmente all’imputato, siano effettuate al difensore anche per via telematica;
- in tema di indagini preliminari: viene ridefinita la durata. Sono individuati tre termini di durati legati alla gravità del reato e cioè 6 mesi per i reati meno gravi, un anno per quelli ordinari e di 18 mesi per i reati di maggiore allarme sociale e per quelli associativi di stampo mafioso o di natura terroristica o definibili di particolare complessità per il numero di imputati o di capi di imputazione. La durata sarà prorogabile una sola volta, di 6 mesi, su istanza del p.m., con provvedimento del giudice per le indagini preliminari. Scaduto il termine massimo di durata delle indagini preliminari, il PM è tenuto, entro un ulteriore lasso di tempo di 3, 6 o 12 mesi a seconda della tipologia di reato, a richiedere l’archiviazione o esercitare l’azione penale. Decorso tale termine, il PM sarà tenuto a notificare all’indagato la fine delle indagini e a svelare il contenuto degli atti relativi. Sarà quindi facoltà delle parti richiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione;
- sono previste norme che riducono il numero di processi che giungono alla fase dibattimentale, attraverso criteri più stringenti in relazione alla regola di giudizio a cui il PM e il GUP devono attenersi per l’esercizio dell’azione penale o l’accoglimento della richiesta di rinvio a giudizio;
- nello stabilire il programma organizzativo della Procura della Repubblica, il Procuratore dovrà indicare criteri di priorità nell’esercizio dell’azione penale da concordare con il Procuratore Generale e il Presidente del Tribunale sulla base della specifica realtà criminale e territoriale e delle risorse umane, finanziarie e tecnologiche a disposizione dell’ufficio;
- è prevista l’introduzione della valutazione del giudice in merito all’eventuale retrodatazione dell’iscrizione dell’indagato nell’apposito registro e la conseguente sanzione di inutilizzabilità degli atti di indagine effettuati a termini già scaduti;
- viene estesa la possibilità del patteggiamento a tutte le ipotesi di reato alle quali sia applicabile complessivamente una pena inferiore agli 8 anni, rispetto agli attuali 5, riequilibrata da un ampliamento dell’elenco dei reati che escludono a priori il patteggiamento;
- norme per l’incentivazione del ricorso al giudizio abbreviato condizionato, sul calendario delle udienze e sui termini di deposito delle perizie.
Sono inoltre previste norme dirette alla velocizzazione dei processi con la possibilità di impiegare giudici onorari ausiliari anche nel settore penale, il cui organico verrà aumentato di 500 unità. Sono invece 1000 le unità aggiuntive previste per il personale amministrativo.
Infine in materia di prescrizione, «si modifica il codice penale in modo da prevedere che il corso della prescrizione rimanga sospeso dalla pronunzia della sentenza di condanna di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza, e che la stessa riprenda il suo corso e i periodi di sospensione siano computati, quando la sentenza di appello proscioglie l'imputato o annulla la sentenza di condanna nella parte relativa all’accertamento della responsabilità o ne dichiara la nullità ai sensi dell'articolo 604, commi 1, 4 e 5-bis del codice di procedura penale».

 

Codice della crisi di impresa. È stato approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo, su proposta del Ministro della Giustizia, che introduce disposizioni integrative e correttive al codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
In particolare, il decreto si pone l’obbiettivo di:
- chiarire la nozione di crisi, «sostituendo all’espressione “difficoltà” quella di “squilibrio” e ridefinendo il cosiddetto “indice della crisi”, in modo da renderlo maggiormente descrittivo di una situazione di insolvenza reversibile piuttosto che di una situazione di predizione di insolvenza»;
- riformulare le norme riferite alle situazioni in presenza delle quali è possibile presumere lo svolgimento dell’attività di direzione e coordinamento;
- chiarire la nozione di gruppo di imprese, precisando che «sono esclusi dalla definizione normativa oltre che lo Stato anche gli enti territoriali»;
- ridefinire le “misure protettive” del patrimonio del debitore;
- rendere più stringenti le norme relative alla «individuazione del componente degli “Organismi di composizione della crisi d'impresa” (OCRI) riconducibile al debitore in crisi».

 

Inoltre. Il Governo ha approvato, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora, un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 e delle finali ATP (Association of Tennis Professionals) Torino 2021-2025, nonché in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria.
Con un’ulteriore disegno di legge è stato ratificato il Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003.