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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

delitti contro la pubblica amministrazione | 13 Settembre 2019

Collusione tra privato e Guardia di Finanza: il reato si consuma con la semplice conclusione dell’accordo collusivo

di Alfredo De Francesco - Avvocato

Nell’affrontare un caso di collusione tra privati e membri della Guardia di Finanza, la Suprema Corte ha avuto modo di ribadire come sul piano giuridico nei reati di pericolo a consumazione anticipata, tra cui quello previsto dall’art. 3 l. n. 1383/1941, la soglia punitiva è anticipata ad un momento tale per cui non è configurabile né un’ipotesi di tentativo, né – per conseguenza – la desistenza volontaria.  

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 37820/19; depositata il 12 settembre)

Più precisamente, si è affermato che «il militare della Guardia di Finanza, che “collude con estranei per frodare la finanza”, secondo quanto previsto dalla l 9 dicembre 1941 n. 1383, art. 3, realizza un delitto istantaneo...

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