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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

reati sessuali | 14 Marzo 2019

Piacere dell’agente? Non è necessario

di Davide Galasso - Avvocato

In tema di violenza sessuale, ai fini dell’integrazione dell’elemento soggettivo del reato, non è necessario che la condotta sia specificamente finalizzata al soddisfacimento del piacere sessuale dell’agente, essendo sufficiente che questi, indipendentemente dallo scopo perseguito, sia consapevole della natura oggettivamente sessuale dell’atto posto in essere volontariamente, ed in particolare del suo carattere invasivo o lesivo della libertà sessuale della persona offesa non consenziente.  

(Corte di Cassazione, sez. III Penale, sentenza n. 10923/19; depositata il 13 marzo)

Lo ha confermato la Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10923, depositata il 13 marzo 2019.   Il caso. La pronuncia in esame trae origine dal caso di un luogotenente dei Carabinieri accusato di abusi...

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