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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

estorsione | 27 Febbraio 2019

Condannato per estorsione il creditore, non era un tentativo di risoluzione bonaria del contratto

di La Redazione

La richiesta di denaro, effettuata dal creditore minacciando cose o persone presenti nella sfera giuridica del debitore, non rappresenta una proposta di risoluzione bonaria del contratto ma costituisce reato di estorsione, poiché non mette la vittima delle minacce nella condizione di scegliere liberamente se adempiere o meno.

(Corte di Cassazione, sez. II Penale, sentenza n. 8467/19; depositata il 26 febbraio)

Così si è espressa la Cassazione con la sentenza n. 8467/19, depositata il 26 febbraio.   Il fatto. La Corte d’Appello di L’Aquila, confermando quanto deciso dal Tribunale di Teramo, condannava l’imputato...

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