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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

revisione | 22 Febbraio 2019

Niente estensione (ma perché?) ai “fratelli minori” del ricorrente vittorioso a Strasburgo

di Carmelo Minnella - Avvocato penalista

Qualora la sentenza di condanna sia stata pronunciata in riforma di precedente pronuncia assolutoria, in assenza della rinnovata escussione delle prove dichiarative, in contrasto con gli arresti della Corte europea dei diritti dell’uomo, e con i principi enunciati dalla Corte di cassazione nella sentenza Dasgupta, non necessita di un adeguamento ad un dictum vincolante per lo Stato italiano della Corte di Strasburgo e non può, pertanto, essere ex se posta a fondamento di una istanza di revisione.  

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 7918/19; depositata il 21 febbraio)

Questo il principio di diritto affermato dalla Quinta Sezione della Corte Suprema che, nel dichiarare inammissibile il ricorso presentato dal ricorrente, definisce gli esatti confini della c.d. “revisione europea”, introdotta dalla Corte...

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