POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
giovedì 16 agosto 2018
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
PENALE e PROCESSO

concussione | 03 Agosto 2018

Ancora sui confini tra concussione e induzione indebita a dare o promettere utilità

di Paolo Grillo - Avvocato penalista

Il delitto di concussione è caratterizzato, da un lato, da un abuso costrittivo consistente nella minaccia di cagionare un danno ingiusto alla persona offesa che, senza trarre alcun vantaggio per sé, è posta di fronte all’alternativa di subire il danno o evitarlo, assecondando la pretesa illecita. Tale condotta si differenzia da quella di induzione indebita poiché quest’ultima lascia al suo destinatario effettivi margini di scelta se prestare acquiescenza alla richiesta di una prestazione non dovuta, perseguendo un tornaconto personale, o resistervi.  

(Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza n. 37589/18; depositata il 2 agosto)

Così ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione, sez. VI Penale, con la sentenza n. 37589/18 depositata il 2 agosto. Quando il vigile urbano pignolo propone l’”alternativa”. Immaginiamo la scena: «lei è in...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.