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PENALE e PROCESSO

ultime dal cdm | 09 Febbraio 2018

Continua la Riforma Orlando: procedibilità a querela di parte e riserva di codice nella materia penale

Nella seduta del Consiglio dei Ministri dell’8 febbraio 2018, n. 69 sono stati approvati, tra gli altri, due decreti di attuazione della legge di riforma del codice penale, codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario. Il primo, in secondo esame preliminare, modifica la disciplina del regime di procedibilità per alcuni reati; il secondo, definitivo, avvia l’attuazione del principio della riserva di codice nella materia penale. 

Il Consiglio dei Ministri n. 69, svoltosi l’8 febbraio 2018, ha approvato, su proposta del Ministro Orlando, due decreti legislativi che si aggiungono alle disposizioni attuative della riforma del codice penale, codice di procedura penale e dell’ordinamento penitenziario (l. n. 103/2017).

Sulla procedibilità a querela di parte. A Palazzo Chigi viene approvato, in secondo esame preliminare, il decreto legislativo che amplia l’istituto della procedibilità a querela di parte, estendendola anche ai reati contro la persona e contro il patrimonio «che si caratterizzano essenzialmente per il valore privato dell’offesa o per il suo modesto valore offensivo, con l’obbiettivo di migliorare l’efficienza del sistema penale, favorendo meccanismi di conciliazione per i reati di minore gravità, anche attraverso la collegata operatività dell’istituto della estinzione del reato per condotte riparatorie, che riguarda i reati procedibili a querela ma con querela rimettibile, e di conseguenza una maggiore efficacia dell’azione di punizione dei reati più gravi».
Nello specifico il decreto introduce la procedibilità a querela per i reati contro la persona puniti con la sola pena pecuniaria o con la pena detentiva non superiore a 4 anni, ad eccezione del delitto di violenza privata, nonché dei reati contro il patrimonio previsti dal codice penale.
In ogni caso, si precisa nel decreto, viene fatta salva la procedibilità d’ufficio se la persona offesa sia minore o incapace per infermità, oppure se vi siano circostanze aggravanti a effetto speciale ovvero «le circostanze aggravanti indicate all’art. 339 c.p. o, in caso di reati contro il patrimonio, il danno arrecato alla persona offesa sia di rilevante gravità».
L’obbiettivo, che emerge dalle nuove disposizioni introdotte dal decreto, è quello di valorizzare anche «l’interesse privato alla punizione del colpevole in un ambito connotato dall’offesa a beni strettamente individuali, collegando la necessità di condizionare la repressione penale di un fatto, astrattamente offensivo, alla valutazione in concreto della sua gravità da parte della persona offesa».
Nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 69 si evidenzia che, dopo il decreto preliminare, sarà ora necessario un secondo esame delle Commissioni parlamentari competenti ai fini dell’approvazione definitiva.

Sulla riserva di codice nella materia penale. Inoltre, a norma dell’art. 1, comma 85, lettera q), della l. n. 103/2017, nella seduta del Consiglio dei Ministri viene approvato il decreto definitivo che avvia l’attuazione del principio del principio della riserva del codice nella materia penale.
Lo scopo delle disposizioni è quello di una migliore conoscenza dei precetti e delle sanzioni e di conseguenza dell’effettività della funzione rieducative della pena, attraverso l’inserimento nel codice penale delle fattispecie criminose previste dalle disposizioni di legge in vigore che si occupano della tutela della vita e della protezione della comunità civile, entrambe di rilevanza costituzionale.
Dal comunicato stampa emerge che «le nuove disposizioni avviano a un processo virtuoso che freni la proliferazione della legislazione penale, rimetta al centro del sistema il codice penale e ponga le basi di un più ragionevole rapporto fra il rilievo del bene tutelato e la corrispettiva sanzione penale».

Altre novità da Palazzo Chigi: tra tutela penale e rispetto della privacy. Nella seduta del Consiglio dei Ministri, inoltre, sono stati approvati alcuni decreti legislativi che introducono misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a direttive o regolamenti europei.
Tra gli altri si rilevano il decreto, in esame preliminare, di attuazione della direttiva (UE) 2016/680 relativo «alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità compenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati» e il decreto preliminare di attuazione della direttiva (UE) 2016/681 sull’uso dei dati del codice di prenotazione ai fini di pubblica sicurezza e penali (prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi) e sulla disciplina dell’obbligo per i vettori di comunicare i dati relativi alle persone trasportate.
Dal Consiglio dei Ministri emerge, poi, l’approvazione del decreto in attuazione della direttiva (UE) 2016/943 sulla protezione del know how riservato e delle informazioni commerciali riservate, c.d. segreti commerciali. In particolare sono previste «misure sanzionatorie penali e amministrative efficaci, proporzionate e dissuasive in caso di acquisizione, utilizzo o divulgazione di tali informazioni».

Pacchetti turistici e distribuzione assicurativa. A Palazzo Chigi è stato approvato, anche, il decreto, in attuazione della direttiva (UE) 2015/2302, che disciplina i servizi turistici, il quale ridefinisce la nozione di pacchetto turistico.
Infine un altro decreto interessante approvato nell’ultimo Consiglio dei Ministri riguarda la distribuzione assicurativa e introduce significative novità alla materia al fine di «allineare la normativa nazionale alle più recenti disposizioni introdotte dalla direttiva (UE) 2016/97».
In particolare quest’ultimo decreto interviene in materia di risoluzione stragiudiziale delle controversia, di organismo di registrazione degli intermediari assicurativi, di coordinamento delle disposizioni in materia di prodotti di investimento e di modifica dell’impianto sanzionatorio di imprese e distributori.