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PENALE e PROCESSO

giustizia penale | 09 Ottobre 2017

Congresso Straordinario U.C.P.I., tra separazione delle carriere e codice antimafia

Si è svolto a Roma il 6-7-8 ottobre 2017 il Congresso Straordinario Unioni Camere Penali Italiane dal titolo «Voltiamo pagina: un nuovo giudice per un nuovo processo - Dalla separazione delle carriere all’affermazione dello stato di diritto». Le considerazioni più rilevanti emergenti dal Congresso riguardano il codice antimafia e la separazione delle carriere dei giudici.

Si è svolto a Roma il 6-7-8 ottobre 2017 il Congresso Straordinario Unioni Camere Penali Italiane dal titolo «Voltiamo pagina: un nuovo giudice per un nuovo processo - Dalla separazione delle carriere all’affermazione dello stato di diritto». Le considerazioni più rilevanti emergenti dal Congresso riguardano il codice antimafia e la separazione delle carriere dei giudici.

Il codice antimafia. Dopo un’attenta rassegna dei passaggi cruciali dell’introduzione della nuova disciplina, ciò che emerge dalla relazione del Presidente Migliucci è la posizione netta delle Camere. Si afferma, infatti, che «La maggioranza parlamentare è rimasta del tutto impermeabile ai ripetuti inviti ad un ragionevole ripensamento, sottraendosi ad una seria rielaborazione tecnico-giuridica della intera materia che ne modernizzasse l’impostazione in base ad emergenze empiriche e scientifiche e non ad impulsi populistici strumentalizzati a fini di propaganda politica, accantonando la ennesima riforma di stampo autoritario, illiberale e repressivo, che si colloca in direzione diametralmente opposta rispetto alla recentissima pronuncia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha evidenziato le vistose carenze della nostra legislazione in materia».

La separazione delle carriere. L’Unione delle Camere Penali afferma di aver dato concretezza anche al contenuto del programma congressuale di Bologna con la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, la quale ha riscosso l’entusiastica adesione delle Camere penali territoriali. Queste ultime, infatti, sono riuscite ad avvicinare l’opinione pubblica per far comprendere l’importanza del tema, al fine di dare attuazione al giusto processo e rafforzare il ruolo del giudice, restituendo autonomia e indipendenza all’intera magistratura giudicante.
Come osserva Francesco Petrelli «è proprio la terzietà del giudice, scritta nella nostra Costituzione, ma mai realizzata, la caratteristica intrinseca e irrinunciabile di un moderno processo accusatorio, nel quale l’azione del pubblico ministero è controllata da un giudice che segna, nell’esercizio del suo potere di azione, i confini invalicabili della legalità della prova, delle garanzie e dei diritti di tutti i cittadini».
Perché ogni riforma perde significato se il giudice, oltre ad essere imparziale, non è, e non appare, terzo rispetto alle parti.