POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
martedì 12 novembre 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

regolamento di competenza | 29 Marzo 2017

Le SS.UU. sulla trasmissione degli atti dopo dichiarazione di incompetenza per materia

Il quesito sottoposto alla Corte è se il tribunale, dopo aver dichiarato la propria incompetenza per materia per alcuni reati, elencati nell’art. 51, comma 3-bis, c.p.p., attribuiti alla competenza della Corte di Assise, debba trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente o al PM presso quest’ultimo.

Questo il quesito sottoposto alle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione. La risposta è contenuta nell'informazione provvisoria n. 5/2017, pubblicata il 23 marzo 2017.

La trasmissione degli atti. Il quesito sottoposto alle SS.UU. è il seguente: se, a seguito di sentenza dichiarativa di incompetenza per materia per uno dei reati ex art. 51, comma 3-bis, c.p.p., attribuiti alla competenza della Corte di Assise, il Tribunale «debba trasmettere gli atti al giudice ritenuto competente per il giudizio ovvero al Pubblico Ministero presso quest’ultimo».
La soluzione adottata è che il Tribunale deve trasmettere gli atti direttamente alla Corte di Assise per il giudizio, a meno che non sia stata dichiarata la competenza del giudice di un altro distretto.
Questo è quanto ha deciso la Corte di Cassazione, non resta che attendere il deposito delle motivazioni.



Qui l’informazione provvisoria della Corte di Cassazione, n. 5