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PENALE e PROCESSO

stalking | 17 Marzo 2017

Presunto stalker: no al divieto di dimora perché la sua presenza crea tensioni

di Federico Gavioli - Dottore commercialista, revisore legale dei conti e giornalista pubblicista

Lo stato di tensione e disagio psicologico venutosi a creare nella relazione di vicinato non basta a far scattare il divieto di dimora per gli atti persecutori del cd. stalker, se la sua condotta non ha determinato un cambiamento di abitudini di vita dei vicini.

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 12799/17; depositata il 16 marzo)

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12799/17, depositata il 16 marzo, ha affermato che il divieto di dimora per il presunto stalker, perché la sua presenza crea tensione e disagio psicologico, non rappresenta una condizione sufficiente...

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