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PENALE e PROCESSO

omicidio | 17 Marzo 2017

Massime di esperienza utili per ricavare la volontà omicidiaria dell’agente

di Laura Piras - Avvocato

Per integrare l’elemento psicologico del delitto di omicidio tentato è necessario che dall’analisi del comportamento complessivo dell’agente (anteriore e successivo al compimento del gesto) e degli altri elementi di fatto rilevanti nel caso concreto, sia desumibile con certezza l’intento di cagionare la morte della persona offesa.

(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 12813/17; depositata il 16 marzo)

L’uso delle massime di esperienza. Nessuna presunzione, dunque, secondo la Corte, per il riconoscimento della sussistenza dell’intento omicidiario. Non può prescindersi, infatti, in tali casi, dall’analisi del fatto e delle...

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