POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
mercoledì 18 settembre 2019
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

omicidio | 23 Giugno 2016

Lei, 75 anni, attraversa fuori dalle ‘strisce’, e lui la centra in pieno: automobilista imprudente e condannato

Nonostante l’azzardo compiuto dall’anziana signora, viene ribadita la responsabilità dell’uomo alla guida. Egli avrebbe dovuto prestare maggiore attenzione alla persona presente a bordo strada, e, una volta constatatane l’età avanzata e il passo lento, avrebbe dovuto adeguare la velocità del veicolo e, se necessario, addirittura fermarsi per consentire il passaggio della donna.

(Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza n. 26111/16; depositata il 23 giugno)

Comportamento azzardato e fatale, quello della anziana signora: esce di casa, attraversa la strada, ignorando completamente le ‘strisce pedonali’ pochi metri più avanti, e viene centrata in pieno da un’automobile. Per lei, purtroppo, nulla da fare: i medici possono solo constatarne la morte
Tuttavia, nonostante le colpe della donna, l’uomo alla guida deve comunque fare i conti con la giustizia: l’episodio gli costa una condanna a quattro mesi di reclusione per omicidio colposo.
Decisivo, per i magistrati, il fatto che l’automobilista non abbia mostrato adeguata prudenza, una volta notato che la donna – anziana, per giunta – era intenzionata ad attraversare la strada (Cassazione, sentenza n. 26111/2016, Sezione Quarta Penale, depositata oggi).

‘Strisce’. Ricostruito nei dettagli il drammatico episodio: l’uomo, alla guida della propria vettura, centra una donna – 75 anni di età – che, purtroppo, «attraversa la strada» non utilizzando le «‘strisce pedonali’» a disposizione.
Per i giudici d’Appello sono evidenti le colpe della anziana signora. Allo stesso tempo, però, è altrettanto evidente la responsabilità dell’automobilista: egli è condannato a «quattro mesi di reclusione» per «omicidio colposo», e gli viene anche «sospesa per quattro mesi la patente di guida».
Come detto, a provocare il terribile «incidente» ha contribuito anche la vittima, attraversando «la strada al di fuori del passaggio pedonale, segnalato dalle ‘strisce’ sulla carreggiata» e «non dando la precedenza al veicolo» in arrivo. Però, aggiungono i giudici, l’uomo alla guida «era nelle condizioni di accorgersi dell’attraversamento della strada» da parte della donna, e «doveva prevedere che l’anziana si accingesse a impegnare, transitando sulla via, la traiettoria di marcia dell’automobile».
Tutto ciò permette di concludere, sempre secondo la Corte d’appello, che l’uomo «avrebbe potuto» comunque «ridurre l’andatura impressa al proprio veicolo e così evitare l’impatto con la donna».

Età. Pronta l’obiezione del legale che rappresenta l’automobilista. A suo dire le «responsabilità» per l’incidente sono tutte della «vittima». Ciò perché l’uomo alla guida, sostiene l’avvocato, «non era nelle condizioni di avvistare per tempo la donna e dunque di evitare l’impatto, benché procedesse a velocità non eccedente i limiti vigenti» su quella strada.
Tale ricostruzione, però, viene ritenuta non plausibile dai magistrati della Cassazione.
Decisiva, anche alla luce del «rapporto sull’incidente stradale», la valutazione delle buone condizioni di «visibilità» in occasione del drammatico episodio: in sostanza, «un guidatore attento ad improntare la propria condotta di guida a prudenza» avrebbe potuto evitare «l’investimento del pedone».
Per essere ancora più chiari, i giudici ritengono che «l’automobilista era nelle condizioni di accorgersi della donna, sin dal momento in cui ella stava per attraversare», e, quindi, di «evitare l’impatto», semplicemente «riducendo» per tempo «la velocità» e «al limite fermandosi». A maggior ragione, va aggiunto, una volta constatati «l’età avanzata della donna» e il suo «passo lento», l’uomo alla guida avrebbe dovuto mostrare ancora «maggiore prudenza».