POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
venerdì 16 aprile 2021
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

trattamento penitenziario | 20 Aprile 2016

Chiusi gli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, “si apre l’orizzonte di una nuova cultura della pena”

  Auditorium della Casa circondariale “Raffaele Cinotti” di Rebibbia gremito tra le giornate di lunedì 18 e martedì 19 aprile scorsi per l’evento conclusivo degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, promossi dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando quasi un anno fa. «Abbiamo fatto una cosa che in questo ambito non era mai stata fatta, per dimensione della riflessione, per ampiezza di visione, per ambizione» ha affermato con orgoglio Orlando.

 

L’orgoglio di Orlando all’evento conclusivo degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale. Queste le parole espresse dal Ministro Orlando per ringraziare tutti gli esponenti della società civile che hanno aderito all'iniziativa portando ciascuno il proprio contributo, la propria riflessione e la propria esperienza professionale o scientifica. Gli stessi che, nelle giornate di lunedì 18 e martedì 19 aprile 2016 hanno partecipato all’evento conclusivo degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, promossi dal Ministro della Giustizia quasi un anno fa. «Un percorso di riflessione e approfondimento sul sistema penitenziario fortemente voluto dal Guardasigilli per ripensare una dimensione della pena più vicina ai dettami della Costituzione e agli standard europei e che punti al reale reinserimento dei detenuti nella società e alla costruzione di una migliore fisionomia del carcere, più dignitosa sia per chi vi lavora sia per chi vi è ristretto». Così si legge nel comunicato stampa diffuso sul sito istituzionale del Ministero della Giustizia.
Queste alcune dichiarazioni del Ministro Orlando durante l’occasione: «si tratta di un lavoro importantissimo che servirà a riformare l'ordinamento, a cambiare le prassi, a costruire un modello di esecuzione della pena europeo. Ma anche una vera e propria banca dati di progetti, di idee e di riflessioni che potrà essere utile sia al legislatore, sia all'amministrazione penitenziaria, sia alla società». Sottolineando che «se non si abbatte il muro della paura, non possiamo aspirare ad avere un miglioramento delle condizioni di sicurezza per tutti i cittadini». Perchè, assicura Orlando, «un carcere che sia in grado di chiedere un'assunzione di responsabilità in termini di lavoro, di impegno, di scuola, è un carcere che corrisponde non solo a un'esigenza rieducativa del detenuto, ma soprattutto a un'esigenza di sicurezza della società».

L’intervento del Presidente del CNF: «Far evadere la nostra società dal carcere del giustizialismo». Nel corso dell’evento sono state illustrate le relazioni e le proposte elaborate dai gruppi di lavoro ed è stato reso pubblico il documento finale, dove, nell’ultimo passaggio vengono ben sintetizzate le ragioni e gli obiettivi di una scelta che punta a sviluppare una nuova cultura della pena «La società che offre un’opportunità ed una speranza alle persone che ha giustamente condannato si dà un’opportunità ed una speranza di diventare migliore».
Il Presidente del CNF, durante l’evento conclusivo degli Stati Generali dell’Esecuzione Penale, ha promesso il sostegno convinto dell’Avvocatura ai progetti di riforma dell’esecuzione penale promossi dal Guardasigilli Orlando. Mascherin è intervenuto nella II sessione “L'esecuzione penale delineata dagli Stati Generali e gli “attori” giudiziari”, con Giovanni Legnini, Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia. Queste le parole con le quali ha esordito: «Bisogna dare atto al Ministro Orlando di aver avuto determinazione ad intervenire su un tema difficile. Oggi in Italia esiste una grande detenuta: è la nostra società chiusa nella cella della demagogia, del populismo e di un strisciante giustizialismo. Occorre impegnarsi per far evadere la società dall’idea che detenzione e punizione siano i soli capisaldi di una democrazia che protegge i suoi cittadini». In conclusione, il presidente del Consiglio Nazionale Forense, ha espresso l’augurio «di poter essere insieme correi dell’evasione della nostra società dalla cella dell’egoismo e della punizione a tutti i costi».