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lunedì 26 settembre 2016
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PENALE e PROCESSO

amministrazione della giustizia | 15 Marzo 2016

Separazione delle carriere e riorganizzazione della giurisdizione: indispensabili per l’UCP

L’unione Camere Penali (UCP), con una nota pubblicata sul proprio sito istituzionale il 14 marzo 2016, ha espresso le proprie posizioni con riferimento alla riforma della giustizia e alla separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri.

Separazione delle carriere e riassetto della giurisdizione. L’unione Camere Penali (UCP), con una nota sul sito istituzionale, ha chiarito come «un referendum, o strumenti alternativi di rilancio politico come la elaborazione di una proposta di legge di iniziativa popolare, che vedesse nell’UCPI il soggetto promotore, sarebbe la straordinaria occasione per aprire un nuovo indispensabile spazio di discussione e per cambiare le cose cambiando il pensiero…».
L’UCP ha ribadito il fondamentale rilievo rivestito, nella nostra società, dalla questione della separazione delle carriere, che, non solo, incide sulla garanzia di un giudice terzo, ma coinvolge anche gli equilibri istituzionali e ordinamentali.
L’Unione Camere Penali ha, poi, evidenziato come «piuttosto che ricorrere alla formazione di un giudice terzo, si va componendo l’idea - come è stato efficacemente osservato - che sia meglio chiamare un “terzo” a fare da giudice, con il risultato che accertamenti e decisioni di straordinario rilievo sociale ed economico vengono regolati al di fuori degli spazi propri della giurisdizione».
L’Organismo rappresentativo ha denunciato come si stia verificando una modifica degli equilibri che garantiscono la separazione tra potere legislativo e giurisdizionale, con la progressiva tendenza a sottrarre al legislatore competenze che gli appartengono.
Il dato allarmante, secondo l’UCP, è che siano ordini e organi, articolazioni fondamentali dell’organizzazione e dell’ordinamento giudiziario, «ad operare tali invasioni di campo», senza suscitare reazioni critiche da parte della politica.
Un nuovo equilibrio, ha chiosato l’Unione Camere Penali, è raggiungibile attraverso la separazione delle carriere e un «riassetto complessivo della giurisdizione».