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Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

ultime dal cdm | 14 Dicembre 2015

Verso un ampliamento delle tutele per le vittime di reato

  Il Consiglio dei Ministri n. 96, tenutosi venerdì 11 dicembre 2015, ha dato il via libera al decreto legislativo che, in attuazione della direttiva UE n. 29/2012, introduce disposizioni finalizzate a garantire la tutela delle vittime di reato, apportando modifiche ed introducendo rilevanti novità in materia di diritti, assistenza e protezione delle stesse.

 

Un più ampio concetto di vulnerabilità della vittima. Il Consiglio dei Ministri, riunitosi lo scorso venerdì, ha approvato, con esame definitivo, il decreto legislativo attuativo della direttiva UE n. 29/2012.
Tale provvedimento, sostitutivo della decisione quadro GAI n. 220/2001, contiene disposizioni in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.
In particolare, la normativa ha come destinatari coloro che, dopo aver subìto un illecito, vengano a trovarsi in una situazione di difficoltà, concentrandosi in specie su soggetti ritenuti deboli, quali le donne, i minori e gli stranieri e chi sia stato vittima di violenza.
La novità legislativa si pone nel quadro di un’introduzione, da parte dell’Unione Europea, di norme comuni, nella suddetta materia, ai vari Stati membri.
Le disposizioni di fresca approvazione introducono rilevanti novità, apportando modifiche al sistema vigente, come nel caso della previsione per cui, in seguito al decesso di persona offesa in conseguenza di reato, le facoltà e i diritti previsti dalla legge per il coniuge, possono essere esercitati e fatti valere anche dal convivente o dal soggetto legato alla vittima da una stabile relazione affettiva.
In ambito processuale, inoltre, si rileva un rafforzamento dei diritti della vittima a conoscere e ricevere, nella propria lingua, atti essenziali per una effettiva partecipazione al processo, sin dal primo contatto con l’Autorità; è, infatti, introdotta la facoltà di presentare denuncia o querela nella propria lingua d’origine e di ottenere gratuitamente la traduzione della relativa attestazione.
Il decreto legislativo, poi, promuove una concezione più ampia di vulnerabilità, da determinarsi non soltanto in relazione ad età, infermità o deficienza psichica della vittima, ma anche con riferimento alla tipologia del reato ed alle circostanze di fatto che hanno dato origine al procedimento.
La persona offesa dall’illecito, peraltro, avrà la possibilità di essere informata della scarcerazione o dell’evasione dell’imputato, o condannato, e sarà facoltà del giudice estendere alla vittima tutte quelle particolari cautele, fino ad oggi previste esclusivamente per alcune tipologie di illeciti (per esempio, l’esame della persona offesa in modalità protette).
Il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha espresso la propria soddisfazione in relazione all’approvazione delle suddette disposizioni, sottolineando che si tratta di «un passo molto importante, perché per la prima volta non ci si rivolge alle parti processuali, ma al soggetto debole».