POLITICA SULL'UTILIZZO DEI COOKIE - GIUFFRE' FRANCIS LEFEBVRE SPA

Questo sito utilizza cookie di profilazione di prima parte per offrirti un miglior servizio e per trasmetterti comunicazioni in linea con le attività svolte durante la navigazione. Puoi impedire l'utilizzo di tutti i Cookie del sito cliccando MAGGIORI INFORMAZIONI oppure puoi acconsentire all'archiviazione di tutti quelli previsti dal sito cliccando su ACCONSENTI.

Continuando la navigazione del sito l'utente acconsente in ogni caso all'archiviazione degli stessi.


> Maggiori informazioni

Acconsenti

Abbonamento scaduto
Abbonamento inattivo
Numero massimo utenti raggiunto
Utente non in CRM
Manutenzione
venerdì 16 aprile 2021
Accedi   |   Contatti   |   Newsletter   |   Abbonamenti    Feed RSS
Notizie a cura di La Stampa.it |
PENALE e PROCESSO

violazione di domicilio | 24 Novembre 2015

“Sono il vicino di casa”, ma è un inganno: la condotta illecita è integrata

L’accesso ad un domicilio, realizzato attraverso l’inganno, esclude la necessità di qualsiasi altro requisito per la sussistenza dell’illecito di cui all’art. 614 c.p.: l’uso di espedienti e di raggiri per introdursi in un’abitazione implica, infatti, la volontà di sottrarsi allo ius excludendi del proprietario.

(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza n. 46460/15, depositata il 23 novembre)

In questo senso si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 46460/15, depositata il 23 novembre. Il caso. La Corte d’Appello di Palermo, confermando la statuizione del giudice di prime cure, assolveva un imputato dai reati...

Caro Lettore, per consultare questo documento è necessario essere abbonati. Abbonati subito e potrai accedere a tutti i contenuti del sito, se sei già registrato effettua il login.